I primi umani a insediarsi in queste terre sconfinate sarebbero arrivati circa tredici millenni prima dell’era cristiana dall’Asia attraverso lo stretto di Bering. Nel Cinquecento, all’arrivo dei portoghesi, la terra che loro chiamano Santa Cruz è già abitata da una molteplicità di etnie, fra cui Tupis, Guaraní, Tamoios, Caiapós… Circa 6 milioni di persone, progressivamente sterminate o ridotte in schiavitù dall’alleanza fra monarchia e Chiesa. Per sopravvivere fuggono nella densa foresta equatoriale; chi rimane a contatto dei portoghesi viene forzatamente assimilato: nomi, lingua e rituali indigeni sono severamente vie... leggi tutto
Quando le strade del nostro Paese iniziarono ad affollarsi di donne provenienti dall’Est Europa, dall’Albania, e dalla Nigeria, enti religiosi e del privato sociale che le incontravano scoprirono una componente importante che organizzava e controllava la loro presenza in strada: le donne, tutte irregolarmente soggiornanti nel territorio italiano, proprio a motivo della vulnerabilità causata dalla mancanza di documenti erano controllate da organizzazioni criminali che realizzavano i loro profitti costringendole alla prostituzione.Parallelamente agli interventi di sostegno diretti alle donne, intorno alla fine degli anni Novanta inizia una significativa interlocuzione tra at... leggi tutto
Dottoressa Giammarinaro, nel suo decennale impegno contro la tratta quale evoluzione ha notato nelle strategie adottate dalle organizzazioni internazionali che lucrano su questo crimine?La principale evoluzione che ho notato è quella da forme di violenza estreme a tattiche ingannevoli che tentano di carpire la buona fede delle persone, spesso indotte a credere che la soluzione loro prospettata sia l’unica possibile. È una tattica molto insidiosa, perché tende a carpire il consenso a coloro che cadono vittime dei trafficanti. Ma è un consenso ottenuto abusando della vulnerabilità della persona, e la persona migrante è vulnerabile. È un&rs... leggi tutto
Da due anni coordina Without Chains (Senza catene), un gruppo di nove giovani di età compresa fra 24 e 28 anni, che dedicano il loro tempo libero per spiegare nel quartiere e nelle scuole, università incluse, come non cadere nella trappola della “schiavitù moderna”.Le richieste arrivano anche da piccole comunità cristiane e gruppi di vario genere. Con un pubblico tanto eterogeneo, con flessibilità creativa Without Chains adatta contenuti e modi di presentazione alle diverse circostanze. Nella scuola primaria l’attenzione è sui diritti dell’infanzia e la scomparsa di tanti bambini e bambine, spesso rapiti da chi non è lo... leggi tutto
8 febbraio: questa data ci ricorda qualcosa? Ogni anno fa memoria che la schiavitù non è finita: si è trasformata, ha assunto fisionomie subdole, ma continua a soffocare il sogno di tante donne e uomini, e, purtroppo, di troppe bambine e bambini. Questa mattina alle ore 11.30, con uno sguardo sul mondo, dalla Sala Stampa della Santa Sede è giunta un’evidenza dolorosa: le donne costituiscono ancora il 72% delle persone ufficialmente trafficate; ma la tratta sommersa ne affligge molte di più. Perciò l’8 febbraio è costellato di iniziative molteplici: momenti di riflessione e di preghiera, cortei di sensibilizzazione, eventi silenz... leggi tutto
Sono 70 donne giudici, avvocatesse e procuratrici. Arrivano da Angola, Benin, Botswana, Capo Verde, Etiopia, Ghana, Kenia, Malawi, Marocco, Mozambico, Niger, Nigeria, Senagal, Sierra Leone, Tanzania, Tunisia, Uganda, Zambia, ma anche da Pakistan e Stati Uniti. Lo scorso 12 e 13 dicembre erano in Vaticano, nella sede della Pontificia Accademia della Scienze, per partecipare al summit contro la tratta degli esseri umani. Per condividere esperienze e studiare strategie in grado di arginare questa piaga moderna e aiutare le vittime a vivere una nuova vita sociale. Sin dall’inizio del suo pontificato, Papa Francesco ha chiesto all’Accademia di occuparsi e studiare la questione del t... leggi tutto
Una bella notizia pervade il mese dedicato alle donne. Viene dalla Nigeria, più precisamente dallo Stato di Edo tristemente noto per l’emorragia di giovani e giovanissime nigeriane irretite nella trappola della prostituzione forzata. Ci raggiunge grazie all’iniziativa di un capo tradizionale, Oba, ovvero “re”, Ewuare II, che da Benin City, capitale dello Stato di Edo, governa il popolo Edo o Benin. Con una laurea in Economia conseguita in Gran Bretagna e una specializzazione in Pubblica Amministrazione dalla Rutgers University del New Jersey (Usa), è stato anche ambasciatore della Nigeria in Angola, Svezia e Italia. La sua autorità ha radici ne... leggi tutto
«Per favore, non portatemi via da qui. Non voglio andarmene. Non voglio tornare a casa!». Queste parole sono state rivolte da un’adolescente di circa 13 anni alla responsabile del nucleo antitratta di Fortaleza, in Brasile. Il contesto era una retata in un centro di massaggi, a seguito di una denuncia. Quando la polizia fece irruzione la giovane, sfruttata sessualmente e tenuta in situazione di carcere privato, stava offrendo servizi sessuali a un agente della polizia militare. La ragazza era sfruttata sessualmente dalla padrona della casa di massaggi a causa del debito che aveva contratto per poter lavorare lì. Era il 2009. Rimasi impressionata perché tutto... leggi tutto
Trieste. Letonde Hermine Gbedo è originaria del Benin. Arriva in Italia negli anni Novanta; dopo il corso di italiano all’Università per stranieri di Perugia frequenta la scuola per interpreti e traduttori di Trieste. Dopo la laurea lavora alcuni anni come segretaria in uno studio legale; poi frequenta un corso per mediatrice culturale linguistica e dal 2003 lavora nel Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus (Cdcp), attuatore del progetto antitratta di Trieste nell’ambito del progetto regionale “Fvg in rete contro la tratta”. Attualmente è responsabile del progetto Stella Polare. Benché Cdcp onlus non accolga vittime di tratta... leggi tutto
Nella pubblica opinione la tratta di persone, attività criminale attualmente al centro del dibattito politico globale, viene sempre più associata alle migrazioni, ovvero a quel fenomeno, vecchio come il mondo, che l’impressione che migrare sivede una persona spostarsi per andare a risiedere in un Paese diverso da quello di origine. Ne deriva l'impressione che migrare sia divenuto per sé un atto illecito. E non è raro sentir parlare di tratta di persone e di traffico di migranti come se fossero sinonimi. In realtà la normativa internazionale ha fatto una netta distinzione fra questi due atti criminali, sempre più equiparati al commercio di schi... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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