Giovani “promesse” Tinyiko Joan Ndaba
Lunedì, 18 Marzo 2019 20:31

Giovani “promesse”

Ha occhi luminosi e un sorriso che incoraggia. Tinyiko Joan Ndaba sembra una sedicenne, ma ha 27 anni. Vive a Mamelodi, un sobborgo di Pretoria, in Sudafrica, e dal 2011 è impegnata a sensibilizzare giovani come lei su un tema spinoso: la tratta di persone. Da poco ha concluso un corso che rende il suo impegno civile ancora più efficace

Da due anni coordina Without Chains (Senza catene), un gruppo di nove giovani di età compresa fra 24 e 28 anni, che dedicano il loro tempo libero per spiegare nel quartiere e nelle scuole, università incluse, come non cadere nella trappola della “schiavitù moderna”.
Le richieste arrivano anche da piccole comunità cristiane e gruppi di vario genere. Con un pubblico tanto eterogeneo, con flessibilità creativa Without Chains adatta contenuti e modi di presentazione alle diverse circostanze. Nella scuola primaria l’attenzione è sui diritti dell’infanzia e la scomparsa di tanti bambini e bambine, spesso rapiti da chi non è loro estraneo. Nelle scuole secondarie e nelle università si organizzano laboratori o si parla durante l’assemblea di istituto.
Il gruppo è puramente “volontario” e non riceve compensi per i servizi svolti. È costituito da persone che lavorano o studiano e che, compatibilmente con i loro impegni, cercano di soddisfare ogni richiesta. Talvolta sono in due o tre a organizzare un laboratorio, altre volte una sola persona, ma l’importante è far conoscere la tratta; in Sudafrica irretisce soprattutto giovani da 14 a 23 anni: vite distrutte.

Una grande passione
Tinyiko non aveva ancora 20 anni quando per la prima volta sentì parlare di “commercio di persone”. Insieme a Clara Torres Acevedo, missionaria comboniana, partecipò a uno workshop di tre giorni organizzato a Pretoria da suor Melanie O’Connor: le si spalancò uno scorcio disumano di mondo. Al termine dello workshop suor Melanie propose di indicare azioni concrete da realizzare nel proprio quartiere. Without Chains è nato così: dalla passione contagiosa di chi non rimane indifferente alla sofferenza delle vittime di tratta e crede di poter fare la differenza “qui e ora”. «La mia più grande soddisfazione è sentirmi dire: “Non sapevo di questi rischi. Ora sarò più prudente”», confida Tinyiko.
E dall’inizio il gruppo di giovani ha scelto proprio lei come leader. Suor Clara Torres Acevedo, missionaria comboniana, l’ha affiancata dal 2011 al 2017, ma ora la responsabilità di coordinare Without Chains grava interamente sulle spalle di Tinyiko.

Collaborazioni sempre più ampie
Without Chains fa riferimento all’Ufficio contro la Tratta degli esseri umani della Sacbc, cui aderiscono enti e organismi riconosciuti dal governo. Le campagne organizzate a livello nazionale hanno connesso il giovane team di Without Chains con le tante sfaccettature del fenomeno tratta: case di accoglienza e programmi di reinserimento sociale. Ma l’interesse prioritario del gruppo rimane la prevenzione.

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Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

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