In un articolo sull’inserto Economia del Corriere della Sera, qualche giorno fa, si leggeva che “In tutta Europa c’è una percentuale maggiore di donne, rispetto agli uomini, che si occupa della cura dei figli, dei lavori domestici e della casa”. L’organizzazione non-profit Center for Global Development ha misurato in termini di ore la proporzione - o forse è meglio parlare di sproporzione - di tempo speso dalle donne e dagli uomini per questo impegno. Il numero è impressionante, sopratutto durante il periodo dell’emergenza Covid quando le donne hanno fronteggiato 173 ore di “lavoro domestico non retribuito” e gli uomini 59... leggi tutto
Le donne a Kabul hanno camminato con coraggio, e senza burqa, verso il palazzo presidenziale della capitale per chiedere ai talebani che i diritti, conquistati a fatica negli ultimi 20 anni, vengano rispettati. Combonifem riapre, dopo la pausa estiva, con una newsletter che si chiede cosa resterà della voce e delle parole delle donne in Afghanistan. Qualche giorno dopo, le strade della capitale e di altre città come Herat nell'Ovest del Paese, vengono percorse da cortei di attiviste per rivendicare il proprio diritto al lavoro, all’istruzione e alla partecipazione al governo. Una lotta necessaria perché, nonostante le promesse di un governo inclusivo, il portavoc... leggi tutto
Lo stesso giorno in cui la Camera ha approvato il rinnovo delle missioni militari all'estero, inclusa quella in Libia, Amnesty International e l’Organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim) hanno pubblicato due rapporti che mostrano, con numeri e dati, come fino ad oggi non sia stato cosi positivo il sostegno alle autorità libiche. O almeno, non è stato positivo per i migranti. Oltre a quanto già scritto nella nostra newsletter di denuncia, condividiamo anche le loro riflessioni - espresse all’agenzia Dire - perché secondo i dati pubblicati dall'Oim, il numero dei migranti deceduto nel tentativo di raggiungere l'Europa nei primi sei mesi del 2021 &e... leggi tutto
Come è possibile far finta di non vedere? L’evidenza è così tragica da inquietare anche chi di solito guarda con indifferenza alla tragedia di coloro che emigrano “irregolarmente”. Gli abusi perpetrati dalla così detta “guarda costiera libica” erano noti fin dal 2018. L’allora ministra degli Esteri, Federica Mogherini, aveva riconosciuto che, nonostante l’addestramento dell’Italia, la marina libica non aveva ancora raggiunto la “sufficienza”. La ministra si era espressa con un eufemismo di circostanza perché sapeva bene che la “guardia costiera libica” è costituita da milizie b... leggi tutto
Ci sono dei momenti in cui è necessario prendere una posizione, anche se in un campo di battaglia disegnato in modo un po’ maldestro, come quello attivato attorno al DdL Zan: da una parte la giusta e sacrosanta istanza di eliminare ogni forma di discriminazione e di violenza omotransfobiche, dall’altro la reazione di chi teme decostruzioni e disordini simbolici. In realtà le cose sono molto più complesse di così e richiederebbero delle precisazioni filosofiche e teologiche. A sottolineare la complessità si prova una strana sensazione e si impone subito una domanda inquietante: vi sembra il caso di mettere i puntini sull... leggi tutto
Alcuni hanno appena 3 anni: sono accovacciati per terra con le mani aperte a chiedere l’elemosina. Altri sono più grandicelli: camminano già, anzi, saltano verso i finestrini delle auto imbottigliate nel traffico per chiedere qualche spicciolo. Le ragazzine sono le più numerose: alcune, lo rivela il loro sviluppo puberale, hanno anche 14 anni e spesso portano un neonato sulle spalle, per impietosire meglio i passanti. Quali cause?Questa infanzia mendicante che non conosce una parola di inglese si riversa nelle strade del centro di Kampala, la capitale dell’Uganda; arriva da circa 500 chilometri più a nord, dalla regione del Karamoja. Qui la vita non &... leggi tutto
Lunedì 8 febbraio 2021 internet è stata pervasa da una maratona molto originale: alle 10, ora di Roma, dall’ufficio Uisg (cfr. pag. 33), il saluto d’inizio, ma la corsa è partita dall’Oceania, in Australia. A ritmo meditativo ha raggiunto Giappone, Filippine, e Indonesia; poi Thailandia, Cambogia e Vietnam… Ora dopo ora ha attraversato 29 Paesi dei 5 continenti. Un intreccio incredibile di lingue e stili diversi per riflettere e pregare per un unico fine: contrastare la tratta e affiancare le vittime nei loro cammini di liberazione. Dopo sette ore, coinvolgendo anche papa Francesco, la maratona ha raggiunto il Canada. Per facilitare la partecipaz... leggi tutto
In 2021 è iniziato con una grande urgenza: sentire voci differenti rispetto a quelle maschili nei duelli tra uomini in politica. Basta logiche di potere, basta obiettivi di dominio e appropriazione. L’Italia ha bisogno di chiarezza. E di differenti voci. Mentre guardiamo con preoccupazione - mista a stupore - alla nuova probabile crisi di governo e agli eventuali scenari possibili non possiamo fare a meno di notare che le voci – e i volti - sono sempre le stesse. Sono sempre maschili. Sono sempre meno credibili. Urgono allora differenti volti. Differenti voci, ma dove ascoltarle? Interessante, in questo tempo di incertezza, è la voce di Lucia Vantini che in una d... leggi tutto
Siamo delle religiose di Roma, da anni impegnate a fianco delle vittime di tratta.Insieme costituiamo una piccola realtà, figlia della rete mondiale Talitha Kum, nata nel 2001 da un’intuizione missionaria dell’Unione internazionale delle superiore generali (Uisg). Nel 2020 Talitha Kum ha coordinato 52 reti di religiose presenti in più di 90 Paesi dei cinque continenti, per un totale di oltre duemila operatrici e operatori che assistono oltre quindicimila vittime di tratta e che, con attività di prevenzione e di sensibilizzazione, raggiungono più di duecentomila persone. A Roma, nel nostro piccolo, noi ci sentiamo una minuta “rete di grazia&rdquo... leggi tutto
In questi giorni, alle prese con nuovi dpcm e revisioni in vista del Natale, la Giornata mondiale dei diritti umani sembra essere passata in secondo piano. Una mancanza che si nota nei giornali e nei telegiornali. Ma anche nelle recenti regole per arginare la pandemia e nei nuovi progetti di ripresa, dei quali parliamo anche nell’ultima newsletter. In questo strano periodo, però, non sono solo i diritti delle donne, dei giovani e delle persone in difficoltà, ad essere repressi. Ma quali altre violazioni avvengono? E verso chi? Verso la giustizia, verso dei genitori offesi, verso un popolo che sta subendo una vergognosa repressione: il popolo egizio. Al governo dittator... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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