Tenebra e luce Shamsia Hassani
Martedì, 26 Ottobre 2021 13:01

Tenebra e luce

Tanti temi hanno accompagnato i passi di quest’anno, rimasto a lungo in bilico tra ondate pandemiche, crisi sociali e disastri ambientali. Come al solito, abbiamo cercato di offrire prospettive luminose, attente alle potenzialità di bene che raramente trapelano dai notiziari. Lo abbiamo fatto “mettendo in luce” iniziative di donne e uomini capaci di rigenerare la società, l’economia, la finanza, la Chiesa, le relazioni umane e anche quelle con il Creato. Sono donne e uomini di fede cristiana, di altre fedi e anche di nessuna fede.

Concludiamo il 2021 accendendo i nostri piccoli riflettori sulle donne afghane.
Nei villaggi più isolati di quel Paese martoriato molte non sono neppure consapevoli di essere oppresse e rese invisibili dalla loro stessa cultura; talora affiancano anche padri, fratelli e mariti nel dare corpo alla violenza della guerra.
Sono però molte di più le afghane che dal 2001 hanno dedicato energia, creatività e impegno a far rifiorire la vita, quella loro e quella altrui. Alcune l’hanno colorata di bellezza e pervasa di musica. A oltre due mesi dal loro disperato appello «Non lasciateci sole!» ne stringiamo le mani e ne accarezziamo i volti.

Le manifestazioni in loro solidarietà non sono mancate, ma le azioni concrete segnano il passo: il G20 straordinario, riunitosi il 12 ottobre 2021 da remoto su richiesta di Mario Draghi, ha offerto aiuti economici per scongiurare la tragedia umanitaria che incombe su un Paese alla fame; ha anche ribadito che i diritti umani devono essere rispettati. Al vertice del G20 di Roma (30 e 31 ottobre), la Nobel pachistana Malala Yousafzai ha chiesto che in Afghanistan le ragazze tornino a scuola, ma è il governo talebano a decidere la sorte di chi ancora vive entro i suoi confini. La questione è spinosa.

Al momento di andare in stampa siamo ancora in attesa di evacuazioni su larga scala che mettano al sicuro migliaia di persone esposte a rappresaglie e violenza, anzitutto le donne uscite dal buio dell’integralismo talebano: «La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno sopraffatta» (Gv 1,5).
Luce e tenebra: quel passo di Vangelo, che la liturgia cattolica porge il giorno di Natale, rivela che le tenebre, anche le più fitte, non riescono a sopraffare la luce della vita; la offuscano, la nascondono, ma non la spengono. La resurrezione, tanto cara alla fede cristiana, lo ribadisce, ed è celebrata ogni settimana proprio perché gli eventi avversi non la rendano “invisibile”.
Queste pagine rendono omaggio all’intenso anelito di vita di tante donne afghane, e non solo.
Lo stesso anelito pervade anche la vita religiosa, che abbraccia senza paura la sua fragilità e cerca di fare spazio alle tante differenze che la abitano; è l’anelito delle Suore missionarie comboniane, che il 1° ottobre 2021 hanno cominciato ad avviarsi verso il Capitolo generale 2022.
È l’anelito di Paesi che, anche in Europa, riprendono vita dopo picchi funesti di pandemia.

Anelito condiviso di vita in pienezza: in solidarietà e responsabilità continueremo a farlo brillare.
Insieme!

 

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Last modified on Martedì, 26 Ottobre 2021 13:09

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