Sono arrivata a Richmond il 3 marzo 1964 e la segregazione razziale imperversava ancora. La mia missione inizia a Richmond, nel quartiere di Clopton, in una casa per ragazze madri afroamericane, la Maternity Home. Alcune di loro avevano appena 13 anni e due addirittura 11. Venivano riferite generalmente dai servizi sociali. Io, come ostetrica, vivevo con loro e le accompagnavo fino al parto. Spesso diventavo la loro confidente. Le giovani madri sapevano che dopo il parto si sarebbero separate dalla loro creatura, data subito in adozione dai servizi sociali. Per molte di loro era una prospettiva che generava grande sofferenza. Per questo amavano pregare con Maria, la madre che con dolore imp... leggi tutto
Confesso che madre Carla Troenzi aveva deluso profondamente le mie aspettative: subito dopo la prima professione ero pronta a partire per l’Africa e lei mi assegna all’Alabama, negli Usa. Si accorge del mio grande disagio e aggiunge: «Non ti preoccupare. Vedrai quanti “moretti” troverai là!». E aveva ragione! Il 21 novembre 1953 siamo partite dal porto di Napoli. La nave Vulcanica ci ha accolto in una cabina della classe economica e ha navigato serenamente nel Mar Mediterraneo. Una meraviglia! Ma raggiunto l’Oceano Atlantico è stata sballottata per giorni da una violenta tempesta. Più volte abbiamo rischiato il naufragio. Per 8 ... leggi tutto
Una cronaca redatta da suor Lucia Paganoni racconta: «Nel 1950 la segregazione razziale era molto accentuata nel Sud degli Stati Uniti, dove era rimasta legale per un secolo anche dopo la guerra civile che aveva abolito la schiavitù. Ma anche negli Stati del Nord le persone di colore erano discriminate nei quartieri, nelle scuole e in certe professioni. La Chiesa cattolica stava facendo un grande sforzo per abolire la segregazione, soprattutto offrendo assistenza alle famiglie più bisognose ed educazione di qualità nelle scuole parrocchiali, dove eccelleva il servizio di religiose che investivano tutte le loro energie a titolo pressoché gratuito.Nel 1949 due... leggi tutto
Mi chiamo Marta, ho quasi 29 anni e durante il periodo del Covid-19 sto trascorrendo la mia quarantena a Novara, dove sono cresciuta. Dopo la laurea in Architettura ho trovato lavoro in un’azienda di costruzioni a carattere prettamente commerciale: una realtà dinamica che ogni giorno mi insegna a diventare più responsabile e indipendente, un lavoro che mi appassiona, ma che allo stesso tempo si colloca in un sistema che funziona solo se il ritmo è forse troppo rapido e non ti lascia tanto tempo per pensare. Così lo scorso agosto ho deciso di trascorrere un mese in una piccola regione del Brasile; in fin dei conti, uscire dagli schemi ordinari della vita di t... leggi tutto
«Bellezza ferita»: ho subito percepito la profonda verità di queste due parole fissate dai miei occhi lucidi. Lontani da quelle terre da oltre un anno e mezzo, hanno ripercorso con la memoria tante situazioni e tanti volti che, con estrema e sorprendente precisione, incarnavano quella sintesi poetica. Scempio non solo ambientaleHo avuto la grazia di raggiungere il Brasile nell’agosto del 2011 e vi ho vissuto due esperienze di circa tre anni, in due distinte realtà amazzoniche: i primi anni in un contesto più rurale, Santo Antônio do Matupi, e gli ultimi a Porto Velho, capitale dello Stato di Rondônia.Quando penso alla «bellezza ferita... leggi tutto
Negli anni Ottanta, molti vescovi di nuova nomina contrastano le Comunità ecclesiali di base (Ceb), ma noi comboniane continuiamo a impegnarci attivamente in esse, che rimangono il nostro modello di Chiesa. Nel 1995 iniziamo una presenza nella periferia di Fortaleza, capitale dello Stato di Ceará, nel Nord-est del Brasile, con progetti di educazione popolare per bambini e bambine, adolescenti e giovani. Si rafforzano anche la formazione biblica e la pastorale indigena e della terra. Negli anni Novanta crescono i movimenti sociali, le cooperative e le scuole agricole. Queste ultime, soprattutto in Rondônia, incoraggiano la gioventù contadina a coltivare la terra di ... leggi tutto
«Date in elemosina ciò che c’è all’interno e per voi tutto sarà puro» (Lc 11,41). Questo Vangelo, da me letto l’11 novembre 2016, mi ha colpito profondamente ed è stato come un segno che mi incoraggiava a considerare la strada della consacrazione. Avevo cominciato a pensarci dall’estate di quell’anno, dopo un tempo in Uganda con il Centro Missionario Diocesano di Trento. Il mio gruppo era capitato a Kotido, ospite del vescovo, un missionario comboniano. Prima di allora non conoscevo la Famiglia comboniana.Quel viaggio mi ha fatto innamorare dell’Africa e mi ha appassionato allo stile comboniano di missione, che uni... leggi tutto
Imbarcate da Genova sulla Giulio Cesare, arriviamo a Rio de Janeiro il 2 dicembre 1962. Con una punta di orgoglio, la sorella che ci accoglie al porto ci dice: «Benvenute nel più grande Paese cattolico del mondo!». Ma allora, penso, noi “missionarie” che cosa siamo venute a fare qui?Lo compresi un po’ alla volta, quando la realtà di quella terra dove tutto era gigantesco cominciò a mostrarsi in tutta la sua cruda verità. Il Brasile poteva essere il più grande Paese cattolico del mondo, ma era ben lontano dal potersi dire cristiano. Ed era un Paese che ospitava un popolo profondamente umano, che sapeva accogliere e chiedeva in c... leggi tutto
Agli inizi dell’invasione portoghese, gli indigeni Aimorés cercano rifugio sulle montagne vicino alla foce del fiume Cricaré. Soltanto nel 1870 i primi coloni “bianchi” raggiungono quella zona nel Nord dello Stato dello Espírito Santo, e nel 1880, spinti dalla siccità, altri ne arrivano. Nel 1890, immigrati italiani originari del Veneto si stabiliscono nella valle del fiume, allora ribattezzato São Mateus, e pieni di nostalgia per la loro terra chiamano quel luogo Nova Venécia. Nel 1955, su una nave partita da Genova, approdano nella zona anche le prime missionarie comboniane: rispondono alla richiesta di papa Pio XII, preoccupato ... leggi tutto
I primi umani a insediarsi in queste terre sconfinate sarebbero arrivati circa tredici millenni prima dell’era cristiana dall’Asia attraverso lo stretto di Bering. Nel Cinquecento, all’arrivo dei portoghesi, la terra che loro chiamano Santa Cruz è già abitata da una molteplicità di etnie, fra cui Tupis, Guaraní, Tamoios, Caiapós… Circa 6 milioni di persone, progressivamente sterminate o ridotte in schiavitù dall’alleanza fra monarchia e Chiesa. Per sopravvivere fuggono nella densa foresta equatoriale; chi rimane a contatto dei portoghesi viene forzatamente assimilato: nomi, lingua e rituali indigeni sono severamente vie... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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