Siamo all’ultimo numero di questa rubrica biennale, ospitata con calore da Combonifem, che ringraziamo di cuore. Chiudiamo in una situazione inedita: nell’ultimo anno il calendario non l’abbiamo scandito noi ma il covid-19. È stato, ed è ancora, un tempo difficile, di crisi, di quarantene e di lutti, un tempo per astenersi dagli abbracci, come scrive Qohelet. Ma altri abbracci abbiamo tentato di allacciare con i mezzi a nostra disposizione, anche nelle Chiese e tra cristiane e cristiani di diversa denominazione.Vorremmo salutarci in questo scorcio d’autunno, che speriamo benevolo, guardando alle iniziative di riflessione, studio e li... leggi tutto
Il 27 ottobre è stato presentato il Dossier statistico immigrazione 2020, opera corposa di raccolta e analisi dettagliata di un vasto ventaglio di dati. Anche quest’anno il Dossier conferma che la paventata “invasione” non esiste: la popolazione straniera regolarmente soggiornante è aumentata di appena 47.100 unità rispetto all’anno precedente, assestandosi a 5.306.500 persone. Nel 2018 proveniva per il 50,2% dall’Europa, nel 2019 per il 49,6%, ancora in maggioranza da Paesi a tradizione cristiana (51,9%) con le donne che continuano a prevalere (51,8%). E sono proprio loro a essere le più penalizzate: su 2.505.000 stranieri con rego... leggi tutto
La nuova ondata di contagi da covid-19 impone ancora misure di “isolamento”: sono prudenti azioni di distanziamento per preservarci reciprocamente dal virus che non annullano il desiderio di relazione e vicinanza. La Giornata missionaria mondiale che ricorre il 18 ottobre ci invita a tessere “fraternità”, ovvero sentirci tutti e tutte parte della stessa famiglia. Non è scontato, soprattutto quando gli stili di vita, le convinzioni personali e il credo politico e religioso sono difformi. Eppure è possibile riconoscere quell’umanità che tutti e tutte accomuna e coltivare nuove modalità di relazione che rigenerino le persone anch... leggi tutto
La pandemia ci ha sorpreso a Iquitos, in Perù, e da questa porzione di Amazzonia stiamo ascoltando la «creazione che geme per i dolori del parto» (Rm 8,22). Purtroppo ci troviamo in una città che, per diverse settimane, è stata completamente inghiottita da questa emergenza, con ospedali assolutamente incapaci di rispondere ai bisogni delle persone. I pazienti morivano per mancanza di ossigeno, che in pochi giorni è diventato il bene più prezioso e ricercato: per la speculazione, il prezzo di una bombola è lievitato da 80 a 2500 soles. Neppure un medicoSiamo stati spettatori indignati e impotenti di un dramma che ha colpito una famiglia o... leggi tutto
Nell’Africa occidentale la pandemia ha raggiunto 14 dei 15 Paesi Ecowas: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo. Su una popolazione totale di poco superiore a 400 milioni, di cui oltre 200 in Nigeria, il 18 giugno la regione contava 53.812 casi ufficialmente accertati, di cui 1.009 decessi e 28.543 guarigioni. Gestione sanitaria accortaFacendo tesoro delle raccomandazioni dell’Oms e dell’esperienza di altri Paesi divenuti epicentro della pandemia, l’Africa occidentale è in generale riuscita a gestire abbastanza bene la crisi sanitaria.Le misure di chiusura e i... leggi tutto
Il 10 aprile, Hannah Beech, con il titolo del suo articolo pubblicato sul New York Times, non usa mezze misure: “Il coronavirus si alimenta di un mondo di migranti”. E il sommario è ancor più esplicito: «I lavoratori migranti non sono soltanto vittime di covid-19, ma anche propagatori». La lista di esempi è lunga: il lockdown imposto per arginare il contagio ha lasciato molti di loro senza lavoro, improvvisamente. Che fare? Meglio tornare a casa, come ha fatto Ko Zaw Win Tun, un giovane del Myanmar che lavorava in Thailandia. Raggiunto il suo villaggio dopo un rocambolesco viaggio su mezzi affollatissimi, presenta i primi sintomi della malattia.H... leggi tutto
«State a casa!».Per quante settimane, durante le interminabili giornate dell’emergenza covid-19, abbiamo sentito e risentito questo appello pressante?In Italia il lockdown, ovvero il confinamento di tutto il Paese che il governo ha decretato dal 9 marzo al 18 maggio per contrastare il contagio, è stato vissuto da milioni di persone. Una misura gravosa ma necessaria: secondo uno studio ancora in corso di validazione pubblicato l’8 giugno dalla rivista scientifica Nature, nel nostro Paese ha salvato circa 600.000 vite.  C’è chi “a casa” ci vive e ci può comodamente rimanere e chi, invece, la casa l’ha dovuta lasciare. C... leggi tutto
È notizia recente: il presidente uscente del Burundi, Pierre Nkurunziza è morto.D’infarto o di covid-19? Il 20 agosto prossimo avrebbe passato le consegne al suo successore, il generale Évariste Ndayishimiye, uscito vincitore dalle elezioni del 20 maggio: non si teme per il vuoto istituzionale, ma per una pericolosa omertà. Il 31 marzo scorso il governo del Paese aveva segnalato i primi casi accertati di covid-19: due cittadini rientrati da Ruanda e Emirati arabi uniti.Il 30 maggio, in anonimato, la moglie del presidente era stata ricoverata in un prestigioso ospedale di Nairobi per trattamento anti-covid. Una Tv locale aveva comunque dato la notizia. Ogg... leggi tutto
Una domanda si pone: qual è l’efficacia del nostro sistema sanitario? È ancora adeguato ai bisogni della popolazione? Quanto riesce davvero a preservare la “salute collettiva”?Questo articolo non pretende di dare una risposta a quesiti così ampi, ma invita a soffermarsi su alcune questioni di più lungo periodo. A nostro avviso, quando ci si chiede se un sistema funzioni, bisognerebbe guardare se esso sia efficace per i soggetti più deboli. Un accesso a “ostacoli”Qui ci occuperemo delle persone immigrate, una categoria che per svariate ragioni ha storicamente alcune specifiche difficoltà di accesso al sistema sanitario.C... leggi tutto
28 maggio 2020: il Brasile è il nuovo epicentro della pandemia Covid-19 e Manaus, capitale dello Stato di Amazonas, la città con il più alto tasso di contagi. Alcuni membri dell’Equipe itinerante della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) raccontano ciò che hanno visto: «Nell’Amazzonia brasiliana il virus ha iniziato a manifestarsi nelle grandi città che avevano più contatti con il resto del Paese. I primi casi si sono manifestati a Manaus, Parintins e Belém, ma subito si sono diffusi lungo il Rio delle Amazzoni: 14 delle 20 città brasiliane con il maggior tasso di contagi e decessi per Covid-19 sono dislocate lungo ... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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