Venerdì, 03 Novembre 2017 15:47

Missione compiuta!

La voce di chi ha pensato tutto questo, e la soddisfazione di aver ricevuto una risposta esaltante, viva e pensante.

Una partecipazione ben oltre le aspettative: circa quindicimila le presenze negli eventi al chiuso, incluse le mostre disseminate in città e in provincia. Gli incontri all’Università Cattolica, nel Salone Vanvitelliano e all’Auditorium San Barnaba hanno fatto registrare quasi sempre il tutto esaurito, come il concerto dei The Sun all’ex PalaBrescia.

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Impossibile contare coloro che hanno assistito agli eventi all’aperto, come gli spettacoli di animazione di strada e le esibizioni corali. Quella del Coro Elykia, domenica mattina, ha riempito piazza Paolo VI. Anche gli “aperitivi missionari”, nei bar del centro, hanno suscitato grande interesse. Grande la soddisfazione dei promotori: «Il Festival è stato uno strumento e un segno tangibile di sinergia: lo spirito di comunione tra i diversi organismi e persone che vi hanno lavorato non è mai mancato.

Questo è un grande obiettivo raggiunto, un “processo avviato”. Insieme si può, anzi si deve», dice suor Marta Pettenazzo, presidente della Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi). Don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio, organismo pastorale della Cei, aggiunge: «Un’esperienza straordinaria di comunione che abbiamo sperimentato anche con i tanti ospiti venuti da vari luoghi del mondo».

«Le migliaia di persone che hanno partecipato – incalza don Carlo Tartari, direttore del Centro Missionario di Brescia – testimoniano che la missione è ancora capace di interpellare le coscienze e attrarre interesse. La sfida ora è proseguire questo itinerario con consapevolezza e responsabilità».

Gerolamo Fazzini, direttore artistico, gioisce: «Mi pare che l’evento sia stato espressione di una Chiesa in uscita che va nelle piazze provando a parlare i diversi linguaggi della gente, toccando sia le corde dell’emotività che quelle della ragione. Il Festival è stato una festa vera, con profondità di contenuti, offerti anche da esponenti del mondo della cultura, fra cui Max Laudadio, i The Sun e Davide Van de Sfroos. Non è mancata la dimensione spirituale e l’attenzione alle periferie, incluso il carcere, e la generosità di parrocchie, case religiose e famiglie ha permesso di accogliere per più giorni a Brescia centinaia di persone».

Last modified on Mercoledì, 08 Novembre 2017 16:28

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