Mi chiamo Brigid, sono nata a Kabernet (Nakuru) in una famiglia cattolica. Nella scuola secondaria, che era residenziale e protestante, avvertivo che la mia spiritualità era trascurata e come leader della gioventù cristiana (ecumenica) ho chiesto che un prete venisse a celebrare la messa prefestiva. Uno di loro lascia un’agenda di contatti e io comincio a cercare come diventare missionaria. Inizialmente incontro padre Romeo De Berti, un comboniano ospite nella mia parrocchia, ma poco dopo suor André Rothschild, comboniana, visita la gioventù cristiana della mia scuola e mi invita a seguire dei corsi vocazionali: lì scopro l’amore di Daniele Com... leggi tutto
Atterro in Kenya nel 1975 e dopo tre mesi raggiungo Sololo. Nel viaggio faccio tappa a Laisamis: il luogo mi spaventa per il caldo, le zanzare e i serpenti; ma proprio lì vado a finire poco dopo, e la vita diventa splendida grazie alla relazione con la gente. Nel 1986 sono inviata ad Amakuriat, tra i Pokot: sono sempre in armi per le razzie di bestiame con i popoli vicini. La missione, aperta nel 1984, è su una montagna e la si raggiunge dopo ore di salti su una strada pietrosa che attraversa centinaia di piccoli torrenti: nella stagione delle piogge si aspetta che l’acqua scenda, ma alcuni pastorelli li guadano comunque attaccandosi alla coda delle mucche. Le prime comb... leggi tutto
All’aeroporto di Nairobi mi aspettano suor Giuseppina Vecchi e don Venturino, missionario della diocesi di Alba. Su una vecchia Land Rover, polverosa e carica all’inverosimile, partiamo il giorno seguente. Tappa obbligatoria, Nanyuki, piccola città sull’equatore che ospita gli uffici della remota diocesi di Marsabit. Al posto di blocco di Isiolo ci controllano i documenti; la barriera si alza e inizia l’interminabile strada sterrata nella savana. Dopo varie tappe, al tramonto arriviamo a Marsabit, un’oasi di foresta nel deserto. Con il parroco di Alba, Giovanni Asteggiano, ci attendono le comboniane: Felicina Cremona, Alberta Tonon, Trinidad Rodríg... leggi tutto
Più di mezzo secolo di presenza delle comboniane in Kenya rivela una particolare attenzione alle zone più insicure del Paese, abitate da popoli che per decenni sono vissuti ai margini della “civiltà”; ma nel tempo alcune priorità sono cambiate. Nel 1976 inizia la presenza a Kariobangi (Valle della droga), una baraccopoli di Nairobi, e nel 1996 una collaborazione qualificata nell’educazione terziaria al Tangaza College di Langata, una delle zone residenziali della capitale originariamente riservate ai coloni europei. Le comunità religiose internazionali che vi hanno preso dimora ne hanno reso il volto sempre più meticcio. Le combonia... leggi tutto
Nel mese di novembre 1973 parto dall’Italia con Pierina Mazzoleni e la delegata del Kenya, Adriana Squarzon. Dopo qualche giorno raggiungo Ngandu, dove Prassede Zamperini della comunità di Marsabit passa a prendermi con don Redento, un sacerdote che lavora tra i Rendille ed è “in Kenya” per spese. A Isiolo la polizia ispeziona con cura l’auto, alza la sbarra e augura: «Safari njema!» (Buon viaggio!). La “frontiera” del NordCon una scia di polvere rossa alle spalle, lasciamo il Kenya “civilizzato” per avventurarci nel deserto e nella savana adibita a pascolo di popoli somali che spesso diventano predoni. Prassede annun... leggi tutto
Il crollo del muro di Berlino e il successivo collasso dell’Unione Sovietica si riflettono anche sul continente africano. All’inizio degli anni Novanta, Paesi ben poco democratici ma corteggiati per decenni dall’Occidente in funzione antisovietica perdono il loro peso strategico e vengono sollecitati ad abbandonare la politica del partito unico e i media di Stato: il Kenya non fa eccezione. Il presidente Daniel arap Moi deve legittimare il multipartitismo e indire elezioni democratiche nel 1992. Pochi mesi prima, però, il Paese è travolto da sanguinosi scontri etnici. Lo stesso scenario “tribale” si ripete prima delle elezioni del 1997: così... leggi tutto
L’aereo vola veloce da Fiumicino a Nairobi, qui invece ci mettiamo quasi due ore a raggiungere la casa dei missionari della Consolata. Suor Felicina aveva l’indirizzo, ma l’autobus ci portava altrove e siamo arrivate a notte fonda. Il primo incontroPer raggiungere Marsabit, a circa 500 chilometri a nord di Nairobi, non c’era ancora la strada, così il vescovo Cavallera ci ha messo a disposizione un piccolo velivolo a 6 posti della missione protestante Maf. Attraversiamo a bassa quota la grande zona desertica e dopo circa due ore scorgiamo la foresta di Marsabit e qualche capanna. La pista di atterraggio è un prato, sul quale ci accolgono monsignor Cavall... leggi tutto
Sono arrivata in Kenya nel 1965. Sono partita dopo la metà di ottobre con una consorella destinata come me in Kenya e altre due di ritorno in Uganda. Per più di una settimana abbiamo viaggiato in nave da Venezia fino a Mombasa, poi tutta la notte in treno fino a Nairobi. Alla stazione c’era suor Ermella Cariolato ad accogliere me e suor Prassede Zamperini e a rifocillare le altre due con caffè e un po’ di cibo: fino a Kampala il viaggio sarebbe stato ancora lungo. A Nairobi ci appoggiamo alla casa dei missionari della Consolata, congregazione del vescovo Cavallera che aveva sollecitato il nostro arrivo nella diocesi di Nyeri; nel frattempo gli era subentrato ... leggi tutto
Le prime veterane del Sudan arrivano a Karatina il 16 ottobre 1964 scortate dal nuovo vescovo di Nyeri, Cesar Gatimu: sono Ermella Cariolato, Alessandrina Negri, Virginelda Barbieri e Noemi Piazza.A circa 150 chilometri a nord di Nairobi, Karatina è un centro agricolo nel cuore della terra dei Kikuyu. La missione è gestita dai missionari della Consolata; le suore assicurano i servizi di cucina e guardaroba, oltre che lavorare nella scuola, nel centro di salute e in parrocchia. Il 2 gennaio 1965 viene aperta, a circa 10 chilometri di distanza, una seconda comunità di comboniane, che subentrano alle missionarie della Consolata nella scuola secondaria femminile di Ngandu, ... leggi tutto
A Nairobi gli stranieri sono spesso accolti da giovani in costume masai, ma che masai non sono: è il loro “lavoro”, vista l’attrazione che esercitano sui turisti le bellezze naturalistiche ed etniche del Paese, di cui il Masai in costume è diventato un’icona Origini e sviluppiIl Kenya è molto di più di quello che i viaggi turistici mostrano. Le sue bellezze, anzitutto umane, e le sue profonde contraddizioni, ancora anzitutto umane, costellano la sua storia. È abitato da una molteplicità di etnie con origini bantu, nilotiche e cuscitiche. Nel 1999 erano Kikuyu (23,1%), Luo (16,9%), Kamba (13%), Kalenjin (10,7%), Kisii (8,4%), ... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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