Il sogno di Daniele Comboni, “Salvare l’Africa con l’Africa”, si vive anche nel continente americano: da Esmeraldas a Carpuela, nel cuore della Valle del Chota, la popolazione deportata dall’Africa ha vissuto secoli di schiavitù e le missionarie comboniane hanno avuto la fortuna di condividerne un tratto di storia.Dal 1959, sulla costa ecuadoriana sono spuntate varie comunità di comboniane: dopo Esmeraldas, San Lorenzo e Limones nel 1963, Las Palmas nel 1965 e Muisne nel 1966. Santa María de los Cayapas nasce nel 1975 lungo il fiume omonimo; Rocafuerte nel 1976, e nel 1979 El Carmen, nella provincia di Manabí. Dalla Costa alla Sierra... leggi tutto
Le prime comboniane approdano a Nova Venécia, in Brasile, nel 1955. Dopo quattro anni, altre raggiungono l’Ecuador su invito dei missionari comboniani, incaricati dal Papa della Prefettura di Esmeraldas alla fine del 1954. La popolazione è in prevalenza afrodiscendente e padre Angelo Barbisotti ne diviene l’amministratore apostolico. Tre anni di contatto con la gente e la dura realtà della sua vita rivela urgente la presenza missionaria femminile. Un vescovo tenaceNel settembre 1958 Angelo Barbisotti, nel frattempo diventato vescovo, arriva a Verona in Via Santa Maria in Organo: incontra madre Teresa Costalunga, appena eletta superiora generale delle comboni... leggi tutto
Mi chiamo Luisa, e vengo... da tanti posti.Sono nata a Camposampiero (Padova), ma per lavoro mi sono poi piacevolmente spostata per tutta la provincia: Rubano, Cadoneghe, Padova città e alla fine anche a Cinto Euganeo. Questo è importante?In fondo sta tutto in un raggio di 50 chilometri. Bazzecole per chi pensa alle distanze africane!Ma la cosa carina che ho imparato è che ogni luogo è speciale. È una mistura di gente, storia e natura; e bisogna aver la pazienza di saperlo ascoltare. Sono un’educatrice, ormai da un po’, e ho la fortuna di lavorare per una cooperativa che mi ha chiesto di cambiare molto spesso mansione. Attualmente lavoro molto ... leggi tutto
In questo periodo ho avuto la possibilità di visitare la prefettura apostolica di Robe. Situata a 2.700 metri d’altezza in una zona remota nel sud dell’Etiopia, si estende su un altipiano che confina con la Somalia e il Kenya. Sono stato accompagnato dallo stesso prefetto apostolico, padre Angelo Antolini, un cappuccino originario delle Marche. È in Etiopia da più di trent’anni. Questa piccolissima esperienza di Chiesa cattolica è una presenza che diremmo insignificante, secondo i nostri parametri efficientisti, eppure brilla di una luce capace di rischiarare il cammino del popolo Oromo e di dare un piccolo, ma significativo, contributo ai percor... leggi tutto
Nel 2017, arrivato alla pensione, ho ricordato un mio “debito”: due anni dei contributi pensionistici, così preziosi in questo periodo, erano stati versati a mio nome per le attività svolte negli anni Settanta con lo Svi. L’occasione di “sdebitarmi” è giunta con un pellegrinaggio a piedi tra Limone del Garda e Verona dove ho conosciuto le Suore missionarie comboniane, donne pratiche e impegnate a difendere i diritti umani.Con loro ho partecipato a un corso in preparazione di una possibile partenza “missionaria”, e così, dal novembre 2018 a metà gennaio 2019, ho vissuto per quasi tre mesi come volontario in Uganda, n... leggi tutto
Sono arrivata a Wau nel 1955: avevo 26 anni. Fino a Khartoum ho viaggiato con l’aereo di linea inglese, poi con un piccolo aereo a elica. A Wau siamo atterrati su un prato d’erba. Sono stata la prima comboniana a viaggiare in aereo, perché all’ospedale era urgente sostituire il personale inglese che stava lasciando il Sudan. Noi suore eravamo tre: due infermiere, Albertina Modenese e io, e un’ostetrica, Emanuella Castagna. Tre volte al giorno, con il casco in testa, si andava e tornava in bicicletta coprendo una distanza di circa due chilometri. A quel tempo i reparti comprendevano: maternità, chirurgia, medicina, pediatria. Un reparto era riservato ai ... leggi tutto
Il Sud Sudan è tuttora dilaniato da una guerra civile che si trascina da oltre mezzo secolo. Queste pagine non osano svelare gli intricati retroscena di tanta sofferenza, subita e inferta. Svelano semplicemente incontri fugaci e relazioni intense, vissute e raccontate con grande umiltà. È un modesto tributo a quelle donne che, senza atteggiarsi a eroine, hanno assunto su di sé il desiderio di riscatto di tante e tanti giovani che nel Sudan meridionale hanno avuto la sorte di nascere. 1919: le prime donne europeeLe cinque comboniane che inaugurarono la comunità di Wau furono Rosa Facci, Valentina Cederle, Clelia Donà, Brigida Carrettoni e Rosilde Gia... leggi tutto
Oltre il trauma del rifiutoI nostri primi giorni in terra d'Africa li abbiamo trascorsi nella capitale dell'Etiopia, Addis Abeba, presso la casa delle comboniane. Vi abbiamo incontrato il responsabile delle comunità, suor Veronicah Wangui, e le suore che si sono occupate di un progetto di prima accoglienza riservato a ragazze madri. Per i tabù culturali e per la loro giovanissima età, viene ripudiato dalla propria famiglia e anche dal compagno, e vivere una gravidanza molto sofferta. Per questo il percorso offerto nella casa di accoglienza è stimolato l'istinto materno e di cura. Benché rifiutati dai loro congiunti, imparano a gestire autonomamente la propr... leggi tutto
Dall’infanzia sento abitare in me come una forza che non si può spiegare, come un seme ignoto pronto a germinare.Qualcosa che mi chiamava, ma che prima non percepivo con chiarezza. Qualcosa di invisibile ai miei occhi già sussurrava alle mie orecchie, ma io mi impedivo di ascoltare.Quando mi sono iscritta alla Missão mais (Missione più), esperienza di una settimana a Camarate, zona di forte immigrazione nella periferia di Lisbona, non sapevo bene che cosa mi attendesse; conoscevo poco quel progetto e per me Lisbona era una città completamente nuova. Le missionarie comboniane, poi, erano una congregazione sconosciuta e con uno stile di vita totalmente ... leggi tutto
Tutto inizia con l’appello che papa Pio XII rivolge agli Istituti missionari che ancora non erano presenti in America Latina: era il 1945.All’inizio del 1948 i missionari comboniani arrivano in Messico, a Tijuana, Bassa California.Le giovani interessate alla vita religiosa missionaria vengono indirizzate inizialmente ad altre congregazioni, mentre i comboniani sollecitano le comboniane a iniziare una presenza nel Paese. Le prime sei giovani messicane che chiedono di diventare missionarie comboniane iniziano il percorso formativo in Italia e negli Stati Uniti: la pioniera è Concepción Vallarta Marrón, seguita a Verona da Rosa María Baza Vega e Teresita... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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