L’aereo vola veloce da Fiumicino a Nairobi, qui invece ci mettiamo quasi due ore a raggiungere la casa dei missionari della Consolata. Suor Felicina aveva l’indirizzo, ma l’autobus ci portava altrove e siamo arrivate a notte fonda. Il primo incontroPer raggiungere Marsabit, a circa 500 chilometri a nord di Nairobi, non c’era ancora la strada, così il vescovo Cavallera ci ha messo a disposizione un piccolo velivolo a 6 posti della missione protestante Maf. Attraversiamo a bassa quota la grande zona desertica e dopo circa due ore scorgiamo la foresta di Marsabit e qualche capanna. La pista di atterraggio è un prato, sul quale ci accolgono monsignor Cavall... leggi tutto
Sono arrivata in Kenya nel 1965. Sono partita dopo la metà di ottobre con una consorella destinata come me in Kenya e altre due di ritorno in Uganda. Per più di una settimana abbiamo viaggiato in nave da Venezia fino a Mombasa, poi tutta la notte in treno fino a Nairobi. Alla stazione c’era suor Ermella Cariolato ad accogliere me e suor Prassede Zamperini e a rifocillare le altre due con caffè e un po’ di cibo: fino a Kampala il viaggio sarebbe stato ancora lungo. A Nairobi ci appoggiamo alla casa dei missionari della Consolata, congregazione del vescovo Cavallera che aveva sollecitato il nostro arrivo nella diocesi di Nyeri; nel frattempo gli era subentrato ... leggi tutto
Le prime veterane del Sudan arrivano a Karatina il 16 ottobre 1964 scortate dal nuovo vescovo di Nyeri, Cesar Gatimu: sono Ermella Cariolato, Alessandrina Negri, Virginelda Barbieri e Noemi Piazza.A circa 150 chilometri a nord di Nairobi, Karatina è un centro agricolo nel cuore della terra dei Kikuyu. La missione è gestita dai missionari della Consolata; le suore assicurano i servizi di cucina e guardaroba, oltre che lavorare nella scuola, nel centro di salute e in parrocchia. Il 2 gennaio 1965 viene aperta, a circa 10 chilometri di distanza, una seconda comunità di comboniane, che subentrano alle missionarie della Consolata nella scuola secondaria femminile di Ngandu, ... leggi tutto
A Nairobi gli stranieri sono spesso accolti da giovani in costume masai, ma che masai non sono: è il loro “lavoro”, vista l’attrazione che esercitano sui turisti le bellezze naturalistiche ed etniche del Paese, di cui il Masai in costume è diventato un’icona Origini e sviluppiIl Kenya è molto di più di quello che i viaggi turistici mostrano. Le sue bellezze, anzitutto umane, e le sue profonde contraddizioni, ancora anzitutto umane, costellano la sua storia. È abitato da una molteplicità di etnie con origini bantu, nilotiche e cuscitiche. Nel 1999 erano Kikuyu (23,1%), Luo (16,9%), Kamba (13%), Kalenjin (10,7%), Kisii (8,4%), ... leggi tutto
All’ospedale di North Kinangop (Kenya), la parola d’ordine è “sostenibilità”. La struttura sanitaria deve potersi mantenere da sola, senza aiuti esterni. E, da anni ormai, ci riesce. Come? Affiancando, alle cure mediche, l’allevamento, l’attività artigianale, autotrasporti, ecc. Un sacerdote intraprendente Quella di North Kinangop è una storia africana ispirata da una sana intraprendenza italiana. È il 1965 quando, in questa zona a 130 chilometri da Nairobi, in piena terra kikuyu, la diocesi di Nyeri acquista un terreno e vi costruisce un dispensario. È una struttura piccola, ma si rivela subito un punto di rifer... leggi tutto
Lo scorso 6 agosto, cinque adolescenti keniane (Stacy Owino, Cynthia Otieno, Purity Achieng, Macrine Atieno e Ivy Akinyi) sono volate in California per partecipare a “Technovation”, un evento promosso da Google, Verizon e dalle Nazioni Unite, dedicato ai giovani informatici che hanno sviluppato applicazioni o software utili a risolvere problemi particolarmente sentiti per le comunità locali. In palio, 15mila dollari. «Un'esperienza esperienza che ha cambiato la nostra vita», hanno dichiarato le cinque ragazze alla Thompson Reuters Foundation. Le cinque giovani keniane hanno messo a punto un’applicazione dal nome evocativo: “I-cut”. Dove il &l... leggi tutto
Partire per la missione era il vecchio sogno nel cassetto dei miei vent’anni, che poi si è perso negli ingranaggi della vita: la laurea in medicina, il matrimonio, il lavoro, un figlio. Durante gli incontri di preparazione al viaggio si ascoltava chi aveva già vissuto l’esperienza… Allora era possibile! Non sarei morta di caldo, né di fame, né di malattie misteriose e incurabili! E magari avrei visto uomini e donne diversi; diversi alberi, diversi fiori e animali, e poi i bambini africani!! Erano proprio così straordinariamente belli come apparivano nelle foto? La curiosità è stata più forte delle paure, e così... leggi tutto

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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