Occhio ai trattatiPer problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica, i trattati costitutivi danno all’Ue una competenza cosiddetta “concorrente” con quella degli Stati membri, ovvero sia questi che l’Unione hanno competenze coordi-nate in materia, per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri nella tutela della salute umana basandosi «su un livello di protezione elevato, tenuto conto, in particolare, degli eventua-li nuovi sviluppi fondati su riscontri scientifici». In essenza, gli strumenti dell’Ue sono tre. Due “di indirizzo”, ovvero il coordinamento tra gli Stati ... leggi tutto
Siamo all’ultimo numero di questa rubrica biennale, ospitata con calore da Combonifem, che ringraziamo di cuore. Chiudiamo in una situazione inedita: nell’ultimo anno il calendario non l’abbiamo scandito noi ma il covid-19. È stato, ed è ancora, un tempo difficile, di crisi, di quarantene e di lutti, un tempo per astenersi dagli abbracci, come scrive Qohelet. Ma altri abbracci abbiamo tentato di allacciare con i mezzi a nostra disposizione, anche nelle Chiese e tra cristiane e cristiani di diversa denominazione.Vorremmo salutarci in questo scorcio d’autunno, che speriamo benevolo, guardando alle iniziative di riflessione, studio e li... leggi tutto
Il 27 ottobre è stato presentato il Dossier statistico immigrazione 2020, opera corposa di raccolta e analisi dettagliata di un vasto ventaglio di dati. Anche quest’anno il Dossier conferma che la paventata “invasione” non esiste: la popolazione straniera regolarmente soggiornante è aumentata di appena 47.100 unità rispetto all’anno precedente, assestandosi a 5.306.500 persone. Nel 2018 proveniva per il 50,2% dall’Europa, nel 2019 per il 49,6%, ancora in maggioranza da Paesi a tradizione cristiana (51,9%) con le donne che continuano a prevalere (51,8%). E sono proprio loro a essere le più penalizzate: su 2.505.000 stranieri con rego... leggi tutto
La nuova ondata di contagi da covid-19 impone ancora misure di “isolamento”: sono prudenti azioni di distanziamento per preservarci reciprocamente dal virus che non annullano il desiderio di relazione e vicinanza. La Giornata missionaria mondiale che ricorre il 18 ottobre ci invita a tessere “fraternità”, ovvero sentirci tutti e tutte parte della stessa famiglia. Non è scontato, soprattutto quando gli stili di vita, le convinzioni personali e il credo politico e religioso sono difformi. Eppure è possibile riconoscere quell’umanità che tutti e tutte accomuna e coltivare nuove modalità di relazione che rigenerino le persone anch... leggi tutto
La pandemia ci ha sorpreso a Iquitos, in Perù, e da questa porzione di Amazzonia stiamo ascoltando la «creazione che geme per i dolori del parto» (Rm 8,22). Purtroppo ci troviamo in una città che, per diverse settimane, è stata completamente inghiottita da questa emergenza, con ospedali assolutamente incapaci di rispondere ai bisogni delle persone. I pazienti morivano per mancanza di ossigeno, che in pochi giorni è diventato il bene più prezioso e ricercato: per la speculazione, il prezzo di una bombola è lievitato da 80 a 2500 soles. Neppure un medicoSiamo stati spettatori indignati e impotenti di un dramma che ha colpito una famiglia o... leggi tutto
Nell’Africa occidentale la pandemia ha raggiunto 14 dei 15 Paesi Ecowas: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo. Su una popolazione totale di poco superiore a 400 milioni, di cui oltre 200 in Nigeria, il 18 giugno la regione contava 53.812 casi ufficialmente accertati, di cui 1.009 decessi e 28.543 guarigioni. Gestione sanitaria accortaFacendo tesoro delle raccomandazioni dell’Oms e dell’esperienza di altri Paesi divenuti epicentro della pandemia, l’Africa occidentale è in generale riuscita a gestire abbastanza bene la crisi sanitaria.Le misure di chiusura e i... leggi tutto
Il 10 aprile, Hannah Beech, con il titolo del suo articolo pubblicato sul New York Times, non usa mezze misure: “Il coronavirus si alimenta di un mondo di migranti”. E il sommario è ancor più esplicito: «I lavoratori migranti non sono soltanto vittime di covid-19, ma anche propagatori». La lista di esempi è lunga: il lockdown imposto per arginare il contagio ha lasciato molti di loro senza lavoro, improvvisamente. Che fare? Meglio tornare a casa, come ha fatto Ko Zaw Win Tun, un giovane del Myanmar che lavorava in Thailandia. Raggiunto il suo villaggio dopo un rocambolesco viaggio su mezzi affollatissimi, presenta i primi sintomi della malattia.H... leggi tutto
«State a casa!».Per quante settimane, durante le interminabili giornate dell’emergenza covid-19, abbiamo sentito e risentito questo appello pressante?In Italia il lockdown, ovvero il confinamento di tutto il Paese che il governo ha decretato dal 9 marzo al 18 maggio per contrastare il contagio, è stato vissuto da milioni di persone. Una misura gravosa ma necessaria: secondo uno studio ancora in corso di validazione pubblicato l’8 giugno dalla rivista scientifica Nature, nel nostro Paese ha salvato circa 600.000 vite.  C’è chi “a casa” ci vive e ci può comodamente rimanere e chi, invece, la casa l’ha dovuta lasciare. C... leggi tutto
È notizia recente: il presidente uscente del Burundi, Pierre Nkurunziza è morto.D’infarto o di covid-19? Il 20 agosto prossimo avrebbe passato le consegne al suo successore, il generale Évariste Ndayishimiye, uscito vincitore dalle elezioni del 20 maggio: non si teme per il vuoto istituzionale, ma per una pericolosa omertà. Il 31 marzo scorso il governo del Paese aveva segnalato i primi casi accertati di covid-19: due cittadini rientrati da Ruanda e Emirati arabi uniti.Il 30 maggio, in anonimato, la moglie del presidente era stata ricoverata in un prestigioso ospedale di Nairobi per trattamento anti-covid. Una Tv locale aveva comunque dato la notizia. Ogg... leggi tutto
Una domanda si pone: qual è l’efficacia del nostro sistema sanitario? È ancora adeguato ai bisogni della popolazione? Quanto riesce davvero a preservare la “salute collettiva”?Questo articolo non pretende di dare una risposta a quesiti così ampi, ma invita a soffermarsi su alcune questioni di più lungo periodo. A nostro avviso, quando ci si chiede se un sistema funzioni, bisognerebbe guardare se esso sia efficace per i soggetti più deboli. Un accesso a “ostacoli”Qui ci occuperemo delle persone immigrate, una categoria che per svariate ragioni ha storicamente alcune specifiche difficoltà di accesso al sistema sanitario.C... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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