La nuova ondata di contagi da covid-19 impone ancora misure di “isolamento”: sono prudenti azioni di distanziamento per preservarci reciprocamente dal virus che non annullano il desiderio di relazione e vicinanza. La Giornata missionaria mondiale che ricorre il 18 ottobre ci invita a tessere “fraternità”, ovvero sentirci tutti e tutte parte della stessa famiglia. Non è scontato, soprattutto quando gli stili di vita, le convinzioni personali e il credo politico e religioso sono difformi. Eppure è possibile riconoscere quell’umanità che tutti e tutte accomuna e coltivare nuove modalità di relazione che rigenerino le persone anch... leggi tutto
La pandemia ci ha sorpreso a Iquitos, in Perù, e da questa porzione di Amazzonia stiamo ascoltando la «creazione che geme per i dolori del parto» (Rm 8,22). Purtroppo ci troviamo in una città che, per diverse settimane, è stata completamente inghiottita da questa emergenza, con ospedali assolutamente incapaci di rispondere ai bisogni delle persone. I pazienti morivano per mancanza di ossigeno, che in pochi giorni è diventato il bene più prezioso e ricercato: per la speculazione, il prezzo di una bombola è lievitato da 80 a 2500 soles. Neppure un medicoSiamo stati spettatori indignati e impotenti di un dramma che ha colpito una famiglia o... leggi tutto
Nell’Africa occidentale la pandemia ha raggiunto 14 dei 15 Paesi Ecowas: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo. Su una popolazione totale di poco superiore a 400 milioni, di cui oltre 200 in Nigeria, il 18 giugno la regione contava 53.812 casi ufficialmente accertati, di cui 1.009 decessi e 28.543 guarigioni. Gestione sanitaria accortaFacendo tesoro delle raccomandazioni dell’Oms e dell’esperienza di altri Paesi divenuti epicentro della pandemia, l’Africa occidentale è in generale riuscita a gestire abbastanza bene la crisi sanitaria.Le misure di chiusura e i... leggi tutto
Il 10 aprile, Hannah Beech, con il titolo del suo articolo pubblicato sul New York Times, non usa mezze misure: “Il coronavirus si alimenta di un mondo di migranti”. E il sommario è ancor più esplicito: «I lavoratori migranti non sono soltanto vittime di covid-19, ma anche propagatori». La lista di esempi è lunga: il lockdown imposto per arginare il contagio ha lasciato molti di loro senza lavoro, improvvisamente. Che fare? Meglio tornare a casa, come ha fatto Ko Zaw Win Tun, un giovane del Myanmar che lavorava in Thailandia. Raggiunto il suo villaggio dopo un rocambolesco viaggio su mezzi affollatissimi, presenta i primi sintomi della malattia.H... leggi tutto
«State a casa!».Per quante settimane, durante le interminabili giornate dell’emergenza covid-19, abbiamo sentito e risentito questo appello pressante?In Italia il lockdown, ovvero il confinamento di tutto il Paese che il governo ha decretato dal 9 marzo al 18 maggio per contrastare il contagio, è stato vissuto da milioni di persone. Una misura gravosa ma necessaria: secondo uno studio ancora in corso di validazione pubblicato l’8 giugno dalla rivista scientifica Nature, nel nostro Paese ha salvato circa 600.000 vite.  C’è chi “a casa” ci vive e ci può comodamente rimanere e chi, invece, la casa l’ha dovuta lasciare. C... leggi tutto
È notizia recente: il presidente uscente del Burundi, Pierre Nkurunziza è morto.D’infarto o di covid-19? Il 20 agosto prossimo avrebbe passato le consegne al suo successore, il generale Évariste Ndayishimiye, uscito vincitore dalle elezioni del 20 maggio: non si teme per il vuoto istituzionale, ma per una pericolosa omertà. Il 31 marzo scorso il governo del Paese aveva segnalato i primi casi accertati di covid-19: due cittadini rientrati da Ruanda e Emirati arabi uniti.Il 30 maggio, in anonimato, la moglie del presidente era stata ricoverata in un prestigioso ospedale di Nairobi per trattamento anti-covid. Una Tv locale aveva comunque dato la notizia. Ogg... leggi tutto
Una domanda si pone: qual è l’efficacia del nostro sistema sanitario? È ancora adeguato ai bisogni della popolazione? Quanto riesce davvero a preservare la “salute collettiva”?Questo articolo non pretende di dare una risposta a quesiti così ampi, ma invita a soffermarsi su alcune questioni di più lungo periodo. A nostro avviso, quando ci si chiede se un sistema funzioni, bisognerebbe guardare se esso sia efficace per i soggetti più deboli. Un accesso a “ostacoli”Qui ci occuperemo delle persone immigrate, una categoria che per svariate ragioni ha storicamente alcune specifiche difficoltà di accesso al sistema sanitario.C... leggi tutto
28 maggio 2020: il Brasile è il nuovo epicentro della pandemia Covid-19 e Manaus, capitale dello Stato di Amazonas, la città con il più alto tasso di contagi. Alcuni membri dell’Equipe itinerante della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) raccontano ciò che hanno visto: «Nell’Amazzonia brasiliana il virus ha iniziato a manifestarsi nelle grandi città che avevano più contatti con il resto del Paese. I primi casi si sono manifestati a Manaus, Parintins e Belém, ma subito si sono diffusi lungo il Rio delle Amazzoni: 14 delle 20 città brasiliane con il maggior tasso di contagi e decessi per Covid-19 sono dislocate lungo ... leggi tutto
Vi scrivo da Yambio, Sud Sudan.Sono originaria di Chiuduno (Bergamo) e dal 30 agosto 2019 lavoro in un centro che prepara studenti di ogni parte di questo Paese, reduce da una lunga guerra, a insegnare nella scuola primaria. Adesso anche qui, in uno degli angoli più remoti del mondo, si conosce Bergamo. Prima che il college chiudesse, ogni mattina una studentessa o uno studente si alzava in piedi nell’assemblea per affidare alla protezione di Dio le sorelle e i fratelli di Bergamo e tutta la popolazione italiana provata dall’epidemia del coronavirus. Una mattina avevo la prima ora (insegno matematica). Dopo l’appello, Meling alza la mano e chiede la parola. A nome ... leggi tutto
Nel 2015 la comunità scientifica, convocata a Seattle da Bill Gates, aveva segnalato il rischio di una possibile pandemia prospettando lo scenario di un’emergenza sanitaria determinata da un virus simile a quello che dal 1918 al 1920 aveva causato la pandemia influenzale nota come “spagnola”.Lo scenario è stato ripreso nel 2017 da esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e anche da esperti e analisti della Cia e del dipartimento di Stato americano. Tutti concordavano che sarebbe stata una questione di tempo. Un virus sconosciuto avrebbe potuto causare una nuova devastante pandemia. Già allora, una parte degli scienziati non a... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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