Giovedì, 11 Aprile 2019 18:03

Giovani, oltre lo sciopero globale

Lo scorso 15 marzo milioni di giovani, in tantissimi Paesi del mondo, hanno espresso la loro preoccupazione per il cambiamento climatico e le sue nefaste conseguenze. Da decenni l’umanità, insieme a tante altre specie viventi, ne soffre già gli effetti devastanti, ma le prospettive sono ancor più inquietanti.

Lo sciopero globale per il clima è stato un grande successo di piazza, ma da solo non basta a contenere il riscaldamento della Terra entro l’auspicato limite di 1,5°C.

Per dare seguito alle proteste giovanili, le iniziative non mancano: il 12 aprile 2019 una pedalata per le vie di Milano avvia l’Assemblea nazionale costituente di Fridays For Future. Delegazioni da tutta Italia si incontrano per coordinare il secondo sciopero per il clima, che si svolgerà Venerdì 24 maggio 2019.

Da notare che la pedalata, che inizia alle ore 19.00 da Piazza Cairoli, si conclude con la conferenza “Cambiamento climatico, crisi e soluzioni” all’Università statale, Auditorium Levi (via Valvassori Peroni, 21). Parlano gli esperti del clima: ascoltare la scienza, che rivela con coraggio la complessità della situazione, è il primo passo per poter intraprendere pratiche virtuose.

Oltre i confini nazionali, è incoraggiante riconoscere le iniziative che si moltiplicano, in particolare nel vicino continente africano. Sono promosse da giovani e da donne e non richiedono ingenti investimenti. Provvedono anzitutto a “rigenerare i terreni” con pratiche agro-forestali che promuovono la crescita di piante e di cibo.

Il grandioso progetto della “muraglia verde dell’Africa”, avviato nel 2007 dall’Unione Africana per arginare la desertificazione, prevedeva di piantare sotto il Sahara una “muraglia” di alberi larga 15 chilometri e lunga 8.000.

Ma dal 2012 il progetto ha cambiato volto: sono le comunità locali a valorizzare la ricca varietà vegetale del proprio ambiente e a favorire la diffusione di specie autoctone che resistono alla siccità: «In questo modo, si aiuta il terreno a recuperare la sua memoria ecologica, in un processo di rigenerazione naturale».

I terreni rigenerati, oltre a garantire cibo, assorbono anidride carbonica e riducono l’effetto serra.

Un’altra bella sorpresa?

Sono anzitutto le donne che promuovono queste pratiche virtuose, e con loro tanti e tante giovani.

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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