Sabato, 06 Giugno 2020 09:23

Biodiversità e uguaglianza: una non esclude l’altra

Il 5 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Un ambiente che oggi più che mai ci chiede di ascoltare gli indizi che ci manda. E trovare una soluzione diversa.

Si parla spesso degli allarmi ambientali che la Terra ci sta lanciando.

E la pandemia è solo l’ultimo di tanti. Eventi così frequenti e preoccupanti da far precipitare l’umanità in una sarcastica escape room dove l’obiettivo è fuggire da un pianeta sempre più compromesso, mettendo in fila gli indizi e individuando le possibili soluzioni.

Il Wwf, alla vigilia della Giornata mondiale dell’ambiente, ha provato a stilare un elenco di tutti i campanelli d'allarme che sono stati suonati negli ultimi 18 mesi. E li ha raccolti nel report Planet Escape Room: non è un gioco, ma «siamo tutti in gioco» sottolinea l’associazione.
Ecco gli indizi da risolvere.

Si parte dal novembre 2018, con quella che il Wwf definisce l'apocalisse degli insetti: in 27 anni la loro biomassa è diminuita del 75%. Sei mesi più tardi oltre 200 mila incendi devastano varie zone del mondo, colpendo in particolare l’Amazzonia. A fine estate il rapporto dell’Ipcc evidenzia le conseguenze del climate change sugli oceani e la criosfera: le temperature durante l’inverno artico hanno superato di 6 gradi le medie stagionali e i ghiacci hanno registrato riduzioni enormi. A novembre tornano gli incendi: questa volta ad essere colpita è l'Australia, ma anche Indonesia, il bacino del Congo e la California. A dicembre si registra l’invasione delle locuste nel Corno d’Africa, mentre a febbraio di quest’anno i coralli che si sbiancano fanno scattare l’allerta: è il terzo fenomeno di «coral bleaching» in pochi anni. Infine, l’Antartide registra temperature mai viste (fino a 18.3°) e un virus sconosciuto mette ko tutti i 5 continenti.

La soluzione?
Dall’eliminazione dei pesticidi alle politiche di riduzione delle emissioni, le soluzioni sono molte ma tutto si riduce all’adozione di una visione diversa. Per questo il Wwf ha lanciato la consultazione sul Mondo che verrà. L’unico modo perché le soluzioni vengano adottate è che siano partecipate e collettive.

Mentre ci preoccupiamo di salvare la biodiversità coinvolgendo tutta l’umanità, forse ci sfugge che una partecipazione collettiva non sarà mai reale se non puntiamo a raggiungere l’uguaglianza di genere in tutto il mondo.

L’Atlante delle Donne, pubblicato recentemente anche in Italia dalla della geografa e attivista femminista Joni Seager, mostra che ancora troppe realtà tangibili mancano perché l’uguaglianza di genere sia possibile.

Fra le tematiche analizzate in questo atlante del mondo femminile c’è senz’altro l’analfabetismo: due terzi degli analfabeti (circa 720 milioni di adulti) sono donne (pari a 520 milioni di donne che ancora oggi non sanno leggere), e nell’Africa Subsahariana e nell’Africa Meridionale il 50% delle donne sono analfabete. Ma anche il divario salariale e la difficoltà del genere femminile nel fare carriera.

Altro punto cruciale esaminato nell’Atlante delle Donne sono le zone di guerra, partendo dal fatto che le donne, i bambini e le bambine rappresentano i gruppi più colpiti dai conflitti armati.

Insomma, gli indizi per un mondo migliore, e ancora abitabile sono molti, ma tutto si riduce a biodivesità e uguaglianza. Oggi più che mai, una non esclude l’altra in questa ultima partita.

Last modified on Sabato, 06 Giugno 2020 09:43

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