Sabato, 20 Luglio 2019 14:30

Una legge sorda

Si fanno ancora le leggi pensando che l'importante sia punire e non prevenire, intervenire sulla cultura che legittima la violenza contro le donne

Punizioni più severe in caso di violenza domestica, sessuale e stalking.
Introduzione dei reati di pornovendetta e sfregio.
Stop ai matrimoni forzati.

Il Codice Rosso per la tutela di donne e minori, approvato lo scorso 18 luglio dal Senato, è legge.

Un bel passo avanti per quanto riguarda la certezza della pena.
Ora c’è davvero bisogno di pensare alla prevenzione.

Cosa farebbe davvero la differenza nel contrasto alla violenza di genere?

Gli investimenti nei centri antiviolenza, se potenziati possa davvero dare sicurezza immediata alle donne che escono da relazioni di abuso.

Gli investimenti nella formazione delle Forze dell'Ordine, che è resa obbligatoria ma non finanziata. Senza contare che nessun valore è stato dato alle associazioni che ogni anno ascoltano e assistono 35 mila mogli, compagne, fidanzate in fuga da un incubo. Il nuovo obbligo per i pm di sentire la vittima entro tre giorni è ampiamente criticato dai centri antiviolenza perché le donne non sempre sono pronte alla denuncia nell’immediato; senza contare che spesso chi ascolta «non ha nessuna competenza, e il pericolo è grande – sottolinea Lella Palladino, presidente di Dire, al Sole24ore – perché già adesso registriamo tantissime archiviazioni (un quarto delle denunce viene archiviato e circa il 50% dei processi si conclude con l’assoluzione), causate da provvedimenti presi in fretta e furia, senza il tempo per le donne di acquisire consapevolezza e di mettersi in tutela».

Infine, mancano investimenti nell'educazione, nella prevenzione della violenza. Questo significa una cosa, prima di tutto: iniziare a sensibilizzare fin dalla più tenera età sui ruoli di genere e sul linguaggio.

È fondamentale che gli organi statali comprendano quanto il linguaggio, il modo di pensare, la cultura che si trasmette a ragazzi e ragazze, possa prevenire atti e situazioni di violenza.

Non intervenire con coerenza su questo campo, che genera legittimità alla violenza contro le donne, significa non agire veramente. Perché quello che deve sparire, dalla mente e dalla bocca, sono frasi ancora troppo frequenti, che partono dal “ve la siete cercata”, “come eravate vestite” fino ad augurare lo stupro.

Last modified on Lunedì, 22 Luglio 2019 07:06

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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