Perché la diversità culturale è importante? Secondo quanto riportato dall’Onu, tre quarti dei principali conflitti mondiali hanno una dimensione culturale. Colmare il divario tra le culture è urgente e necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo. La diversità culturale, infatti, è una forza trainante dello sviluppo rispetto alla crescita economica, al progresso intellettuale, emotivo, morale e spirituale. Una risorsa indispensabile per la riduzione della povertà e il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, il riconoscimento e l’accettazione della diversità culturale favoriscono il dia... leggi tutto
Un valore di produzione di oltre 71 milioni di euro.Oltre 202 punti vendita in Italia con più di 29mila soci e circa 4.200 volontari. Sono alcuni dei dati del Rapporto annuale di Equo Garantito presentato in occasione della Giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale, che si è celebrata l'11 maggio in tutto il mondo. Il dato interessante che il Report ci suggerisce, è quello sul coinvolgimento delle donne sia nella produzione dei beni per il mercato equo, sia per quanto riguarda l’organizzazione delle varie associazioni. Nei Paesi in via di sviluppo, ad esempio, le donne rappresentano tre quarti dei produttori coinvolti nelle filiere del fair trade. In I... leggi tutto
Sembra un quadro, una statua, un simbolo di coraggio.Testa alta, braccio alzato mentre parla con la folla.Lei è la resistenza. Lei è Alaa Salah. Ha 22 anni, studia ingegneria ed è diventata il volto della resistenza delle donne nel suo paese, il Sudan. Alaa è la nuova icona del femminismo moderno. Con lei la rivolta è donna, in Sudan. Una folla sostenuta da una ragazza vestita di bianco, che a ritmo di trap e al grido di thowra (rivoluzione in arabo) chiede le dimissione del presidente Omar Al Bashir. E lo fa a testa alta. A scattare la foto che ha fatto il giro del mondo, è stata Lana Haroun a Khartoum, capitale del Sudan. A Globalist, la fotogra... leggi tutto
500mila migranti irregolari. In Italia. Su questa cifra il ministro Salvini ha fondato la propria campagna elettorale. La scorsa settimana, un contrordine dello stesso ministro: «Gli ultimi dati dicono che il numero degli immigrati irregolari stimati in Italia è di circa 90 mila». Una dichiarazione che sorprende, visto che fu proprio lui a scrivere nel contratto di governo il numero di 500mila. Su quella cifra aveva incentrato la politica dei rimpatri, considerata "indifferibile e prioritaria". Un numero a cui alleati e oppositori hanno sempre creduto e su cui si sono state improntate campagne mediatiche che hanno alimentato odio sui social e sostenuto moventi di viole... leggi tutto
Da 30 anni il Sudan soffre l’oppressione del regime islamista di Omar al-Bashir.Delle sofferenze di questi popoli i nostri giornali non parlano. Ma in questo ultimo periodo le donne sudanesi stanno reagendo. E la loro voce deve essere ascoltata. A dicembre il Sudan era colpito da una delle peggiori crisi economiche di sempre, ma proprio il gravoso aumento del costo della vita ha scatenato le proteste.Come spesso accade nelle crisi, le famiglie povere erano quelle più colpite. Questo ha spinto le donne a organizzarsi per reagire.Attraverso Whatsapp e Facebook hanno iniziato a radunare persone per manifestare contro il regime autoritario. I gruppi, accessibili solo tramite ... leggi tutto
Delhi. India. Erano alcune migliaia le donne che hanno partecipato alla Women March for Change. La marcia delle donne per il cambiamento è un’iniziativa nazionale organizzata da collettivi femministi, gruppi di donne delle baraccopoli, ma anche associazioni di studenti, universitarie, insegnanti, artiste e scrittrici. E oltre cento manifestazioni si sono svolte in altri 123 distretti, in venti Stati indiani registrando una forte partecipazione. «Bilancio molto positivo" commenta per l'Ansa Shabhana Hasmi, attivista dei diritti delle donne, molto nota in India e portavoce delle organizzazioni che hanno lanciato la Marcia. «Questa è una manifestazione elettor... leggi tutto
Nell’ultimo mese abbiamo spesso dato voce alle numerose iniziative al femminile del nostro Paese. Manifestazioni, seminari, dialoghi. Oggi, lo sguardo si fa più ampio. Racconta ancora di donne, ma soprattutto di donne che vogliono raccontare, informare, ampliare i punti di vista. Jin TV, che in lingua curda significa TV per donne, è la prima emittente televisiva in Siria interamente gestita da donne. La stazione ha iniziato a trasmettere lo scorso giugno. L’obiettivo è di creare un luogo d’incontro che dia voce alle donne per contrastare la propaganda terroristica. Le trasmissioni sono multilingue e multiculturali; i programmi vanno in onda in curdo, ... leggi tutto
Per oltre 400 anni, oltre 15 milioni di uomini, donne e bambini sono stati vittime del tragico commercio transatlantico di schiavi. Fu la più grande migrazione forzata della storia, e innegabilmente una delle più disumane. Il vasto esodo degli africani si è diffuso in molte aree del mondo, con una predilizione principale per la rotta Africa-America.Oggi, 25 marzo, nel mondo si festeggia l’abolizione della schiavitù e la fine del commercio di persone attraverso l’Atlantico. Ma il commercio e la tratta di persone sono davvero finiti?A due anni dall'Accordo Italia-Libia, Oxfam e Borderline Sicilia diffondono un report che denuncia la violazione dei diri... leggi tutto
Perché studiare per un futuro che potrebbe non esserci? È questa la domanda che ha convinto Greta Thunberg, sedicenne svedese, a saltare scuola quel venerdì di agosto dell’anno scorso per accamparsi davanti al Parlamento accusando i deputati di non aver mantenuto le promesse per salvare il clima. Da allora la sua protesta si è diffusa. I venerdì di sciopero per il pianeta hanno preso piede in Europa e nel mondo. Scioperi che sono stati accolti da molte organizzazioni internazionali fino all’organizzazione di #FridaysForFuture. Il più grande sciopero di studenti di tutto il mondo, indetto per venerdì 15 marzo, contro i poteri fort... leggi tutto
Il 5 ottobre 2016 aveva ucciso la donna con cui aveva una relazione da un mese. L’aveva fatto volontariamente, strangolandola a mani nude. La condanna in primo grado era stata di 30 anni per omicidio aggravato da motivi abietti e futili. Poi la Corte d'appello di Bologna aveva dimezzato la pena. Tra i motivi, anche una plausibile "tempesta emotiva" determinata dalla gelosia. Ad uccidere Olga Matei, però, non era stato un raptus. Ma un uomo. In carne, ossa e volontà. Eppure la sua pena è stata ridotta e con la riduzione degli anni di carcere si riduce anche la fiducia negli strumenti protettivi e di contrasto alla violenza. L’indagine realizzata da Ipsos, d&... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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