La spina dorsale dell’Africa Uno dei poste per la Giornata internazionale dei peace-keeper
Lunedì, 29 Maggio 2017 06:20

La spina dorsale dell’Africa

Un recente rapporto di Ipsos, un istituto di ricerca francese, condotto in sette paesi africani, dipinge un quadro di donne motivate, indipendenti e ottimistiche che sono una forza trainante in questo continente in rapida evoluzione

Provengono da Sudafrica, Camerun, Costa d’Avorio, Kenya, Nigeria, Uganda e Senegal, in totale sono circa 3.544. Sono le donne africane che hanno partecipato a una recente indagine di mercato condotta da Ipsos. L’istituto francese di ricerca, dopo averne esaminato i modelli di consumo, le speranze, le preoccupazioni e le abitudini di acquisto, ha messo in evidenza come esse siano attivamente impegnate nella creazione di ricchezza, di benessere familiare e dell'istruzione.

Che le donne fossero la spina dorsale dell’Africa, avremmo dovuto saperlo, ora però, l’istituto di ricerca francese (Ipsos) ha confermato che esse svolgono un ruolo davvero vitale per lo sviluppo. Infatti, circa l’89% delle donne sono responsabili delle decisioni legate agli acquisti quotidiani e di quelli di beni durevoli come un’automobile o una casa. In particolare, il 55% di loro dichiara di condividere le scelte sugli acquisti con il marito, l’11% si affida al consorte, mentre il 34% decide da sola.

Secondo il rapporto, le donne sono il motore centrale dell’economia del Continente. «Tradizionalmente, le donne in Africa fanno un sacco di cose, ma in una sorta di invisibilità» ha commentato Florence Bigault, direttrice dell’Ipsos per l’Africa francofona.

È naturale, quindi, che ora le donne africane vogliano essere riconosciute per quello che sono, nel loro contributo al risparmio, al lavoro e allo sviluppo. In realtà, però, ci sono ancora molte disuguaglianze. Lavorano molto, ma guadagnano poco e non riescono a ottenere quell’indipendenza finanziaria che spetterebbe loro. E infatti, secondo Ipsos, l’indipendenza finanziaria è la principale preoccupazione per il 72% delle donne africane.

L’intraprendenza di queste donne rende chiara la loro volontà e il loro impegno per uno sviluppo progressivo del loro Paese: e se «lo sviluppo è il nuovo nome della pace», come diceva papa Paolo VI nella sua lettera sullo sviluppo dei popoli, le donne africane sono anche colonne di pace.

Proprio oggi, che si celebra la Giornata internazionale dei peace-keeper delle Nazioni Unite, incaricati di mantenere la pace, ci viene spontaneo dire che in Africa sono le donne a promuovere la pace del Continente. Nella speranza che questo contingente di pace, che sono le donne in tutto il mondo, sia rappresentato nei processi di pace, nella vita politica, nei rami di governo e nello sviluppo economico del proprio Paese.

Perché il lavoro delle donne è spesso invisibile, ma è fondamentale per costruire la pace duratura.

Last modified on Lunedì, 29 Maggio 2017 06:31

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