Sembra un quadro, una statua, un simbolo di coraggio.Testa alta, braccio alzato mentre parla con la folla.Lei è la resistenza. Lei è Alaa Salah. Ha 22 anni, studia ingegneria ed è diventata il volto della resistenza delle donne nel suo paese, il Sudan. Alaa è la nuova icona del femminismo moderno. Con lei la rivolta è donna, in Sudan. Una folla sostenuta da una ragazza vestita di bianco, che a ritmo di trap e al grido di thowra (rivoluzione in arabo) chiede le dimissione del presidente Omar Al Bashir. E lo fa a testa alta. A scattare la foto che ha fatto il giro del mondo, è stata Lana Haroun a Khartoum, capitale del Sudan. A Globalist, la fotogra... leggi tutto
Sono arrivata a Wau nel 1955: avevo 26 anni. Fino a Khartoum ho viaggiato con l’aereo di linea inglese, poi con un piccolo aereo a elica. A Wau siamo atterrati su un prato d’erba. Sono stata la prima comboniana a viaggiare in aereo, perché all’ospedale era urgente sostituire il personale inglese che stava lasciando il Sudan. Noi suore eravamo tre: due infermiere, Albertina Modenese e io, e un’ostetrica, Emanuella Castagna. Tre volte al giorno, con il casco in testa, si andava e tornava in bicicletta coprendo una distanza di circa due chilometri. A quel tempo i reparti comprendevano: maternità, chirurgia, medicina, pediatria. Un reparto era riservato ai ... leggi tutto
Il Sud Sudan è tuttora dilaniato da una guerra civile che si trascina da oltre mezzo secolo. Queste pagine non osano svelare gli intricati retroscena di tanta sofferenza, subita e inferta. Svelano semplicemente incontri fugaci e relazioni intense, vissute e raccontate con grande umiltà. È un modesto tributo a quelle donne che, senza atteggiarsi a eroine, hanno assunto su di sé il desiderio di riscatto di tante e tanti giovani che nel Sudan meridionale hanno avuto la sorte di nascere. 1919: le prime donne europeeLe cinque comboniane che inaugurarono la comunità di Wau furono Rosa Facci, Valentina Cederle, Clelia Donà, Brigida Carrettoni e Rosilde Gia... leggi tutto
Da 30 anni il Sudan soffre l’oppressione del regime islamista di Omar al-Bashir.Delle sofferenze di questi popoli i nostri giornali non parlano. Ma in questo ultimo periodo le donne sudanesi stanno reagendo. E la loro voce deve essere ascoltata. A dicembre il Sudan era colpito da una delle peggiori crisi economiche di sempre, ma proprio il gravoso aumento del costo della vita ha scatenato le proteste.Come spesso accade nelle crisi, le famiglie povere erano quelle più colpite. Questo ha spinto le donne a organizzarsi per reagire.Attraverso Whatsapp e Facebook hanno iniziato a radunare persone per manifestare contro il regime autoritario. I gruppi, accessibili solo tramite ... leggi tutto
L’esodo disorienta: abbandonare tante persone che hanno un nome e un volto è angosciante, ma non ci sono alternative. Dalla missione di Mupoi, nell’omonimo vicariato apostolico nel sud-ovest del Sudan, le comboniane devono rientrare in Italia, ma per poco. Monsignor Domenico Ferrara, prefetto apostolico del vicariato, chiede a tre di loro di continuare il servizio alla nascente congregazione femminile di Nostra Signora delle Vittorie. Nel 1965 le giovani suore sudanesi, di etnia zande, erano scampate all’aggressione dell’esercito governativo alla missione di Mupoi, assunta nel frattempo dal clero locale. Dopo una fuga rocambolesca, insieme a don Joseph Gasi e ... leggi tutto

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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