In occasione delle elezioni del 26 maggio per il rinnovamento del parlamento dell’Unione europea, noi missionari cattolici di diverse famiglie e provenienze che facciamo parte della CIMI (Conferenza Istituti Missionari Italiani) e che siamo presenti nel sud e nel nord del mondo vogliamo condividere il nostro sogno e le nostre preoccupazioni sull’Europa, a fianco delle vittime dell’umanità ferita a causa dell’attuale sistema economico-finanziario che uccide creature e creato. Auspichiamo innanzitutto che l’Europa riconosca il contributo della comunità degli immigrati sul piano economico, sociale, culturale e religioso. Gli immigrati sono portatori ... leggi tutto
Dal 19 gennaio 2019 infuriano le polemiche sull’ennesimo naufragio nel Mediterraneo: davanti alla Libia ha rapito la vita a 117 persone. Altre 52 vittime sono state segnalate lo stesso giorno fra Marocco e Spagna. Il Mar Mediterraneo, insieme alle tante altre rotte delle migrazioni irregolari, custodisce molti più resti mortali di quelli ufficialmente registrati: sono tutte vittime,  spesso anonime, di un traffico umano che lucra sulla disperazione di milioni di  persone. Di chi è la colpa? Dei trafficanti di esseri umani, dell’inefficienza della guardia costiera libica, ben foraggiata da oltre 40 milioni di fondi europei e italiani, o è colpa de... leggi tutto
Io appartengo ai Kitu Kara, uno dei 18 popoli e 14 nazioni che esistono in Ecuador da molto prima dell’arrivo degli spagnoli: un popolo millenario, con insediamenti umani diffusi su una vasta zona, con centro a Quito. Noi indigeni non pensiamo come individui, esistiamo insieme e rivendichiamo il diritto “ad avere radici” e “a parlare con la nostra voce”. Per questo nell’Ecuador è sorta Miredes – Internacional, una rete di migranti, rifugiati e sfollati che parla con la propria voce.Per il mio popolo i ritmi della natura sono importanti; per questo molti di noi indigeni ci opponiamo da sempre allo sfruttamento rapace della natura. Io, insieme a... leggi tutto
Non si tratta di un dettaglio, bensì di uno scoglio gigantesco, ineludibile e proprio per questo sottaciuto. La spedizione militare europea nel Sahel, cioè nei paesi di transito del flusso migratorio dall’Africa subsahariana – di netta impronta neocoloniale – si prefigge un obiettivo di mero contenimento in paesi come il Niger (21 milioni di abitanti), il Mali (18 milioni), il Ciad (15 milioni), il Burkina Faso (19 milioni), la Mauritania (4 milioni). Ma non fa i conti con il più popoloso paese del continente nero, la Nigeria, che in meno di vent’anni ha già visto raddoppiare la sua popolazione (oggi sfiora i 200 milioni di abitanti e, seco... leggi tutto
«Sin dai tempi più antichi, l’umanità è in movimento. Alcune persone si spostano per cercare nuove opportunità e prospettive economiche. Altre per scappare a conflitti armati, povertà, mancanza di cibo, persecuzioni, terrorismo o violazioni e abusi dei diritti umani. Altre ancora lo fanno in risposta agli effetti dei cambiamenti climatici, disastri naturali (alcuni dei quali possono essere collegati ai cambiamenti climatici) o altri fattori ambientali. Molti si spostano per una combinazione di queste ragioni. I larghi movimenti di rifugiati e migranti hanno ramificazioni politiche, economiche, sociali, per lo sviluppo, umanitarie e di diritti u... leggi tutto
L’Onu ci sta lavorando dall’aprile del 2017, perché il movimento dei popoli non è principalmente frutto di emergenze causate da guerre o eventi estremi; costituisce piuttosto un fenomeno strutturale che può innescare circolarità virtuose: di denaro, generato dalle cospicue rimesse, ma anche di conoscenze, di competenze, di connessioni e di prospettive. I flussi migratori, se incanalati in vie sicure e legali, possono apportare ai Paesi di destinazione vitalità inedite. La Dichiarazione di New York sui Rifugiati e i Migranti, approvata il 20 settembre 2016 dall’Onu, ha avviato un processo a tappe, articolato in molteplici consultazioni reg... leggi tutto
Differenze abissali generano rotte impensabili.Ci si potrebbe attendere che le migliaia di migranti soccorsi al largo delle coste libiche provengano esclusivamente dall’Africa. Eppure la rivista Limes ha riferito di migranti pakistani e bengalesi che arrivano in aereo fino a Tripoli e poi prendono la via del mare su quei famigerati gommoni giganti, di pessima qualità, su cui da alcuni mesi vengono stipate fino a 150 persone. Perché scegliere una alquanto scomoda e rischiosa traversata in mare dopo un paio di comode tratte in aereo?L’articolo di Limes riflette sulla riorganizzazione del traffico migratorio su scala industriale, ma a noi sovviene anzitutto una doman... leggi tutto
Fra le scadenze che marcano il 2018 ne segnaliamo una: il Patto globale sulle migrazioni. È urgente per alleviare troppe sofferenze e rasserenare tanti animi, perché abbiamo il mondo in casa, e noi stessi, cittadini e cittadine italiane, siamo ovunque nel mondo. Le persone si spostano in cerca di vita, ma non tutte possono farlo allo stesso modo, e spesso le reti criminali ne approfittano. Le conseguenze sono gravi: ne segnaliamo alcune nel dossier, fra cui l’insidiosa tratta. Quest’anno le nostre pagine danno il benvenuto a Francesco Gesualdi, allievo di don Lorenzo Milani, che cura la rubrica “Benessere e ambiente”, mentre riprende la penna Antoniett... leggi tutto

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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