Giornate mondiali: mettersi d’accordo? Minori in un campo profughi IOM
Lunedì, 16 Gennaio 2017 10:35

Giornate mondiali: mettersi d’accordo?

Sarà perché, a parte certe strumentalizzazioni politiche, la questione migratoria in Italia non interessa molto, o perché un’altra Giornata internazionale del migrante è celebrata dall’Onu il 18 dicembre, la 103sima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato della Chiesa cattolica è risuonata soprattutto per una voce: quella di papa Francesco. Al centro dell’attenzione i minori

Ha parlato ancora sulle migrazioni, papa Francesco, con tenerezza e determinazione. Lo ha fatto all’Angelus, il 15 dicembre 2017, in occasione della 103esima Giornata internazionale del migrante e rifugiato della Chiesa cattolica, dedicata ai minori: «Sono in primo luogo i minori a pagare i costi gravosi dell’emigrazione, provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali, fattori ai quali si associa anche la globalizzazione nei suoi aspetti negativi».

In un rapporto, divulgato lo scorso settembre, Unicef aveva evidenziato la crescente presenza di minori fra rifugiati e migranti. In Africa la proporzione risulta drammatica: 1/3 dei migranti sono minori; addirittura metà dei rifugiati registrati dall’Alto commissariato Onu sono minori, accolti soprattutto in Paesi limitrofi.
In Europa risultano quasi 5 milioni e mezzo di minori migranti: sette su dieci provengono da Siria, Afghanistan e Iraq. Nel 2015 quasi 90.000 minori non accompagnati hanno inoltrato domanda di asilo in Europa.
Precisa il Papa: « L’età infantile, per la sua particolare delicatezza, ha delle esigenze uniche e irrinunciabili. Anzitutto il diritto ad un ambiente familiare sano e protetto dove poter crescere sotto la guida e l’esempio di un papà e di una mamma; poi, il diritto-dovere a ricevere un’educazione adeguata, principalmente nella famiglia e anche nella scuola, dove i fanciulli possano crescere come persone e protagonisti del futuro proprio e della rispettiva nazione… Tra i migranti i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile perché, mentre si affacciano alla vita, sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli agli occhi del mondo; l’assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire. In tal modo, i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare».
Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce” è stato il titolo della giornata del 15 dicembre 2017. All’abuso di minori è dedicato anche il messaggio di Francesco per la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, fra cui la presenza di minori è in crescita.

Un modo per contrastare lo sfruttamento? «… puntare sulla protezione, sull’integrazione e su soluzioni durature» - precisa il Papa.

Ogni persona si senta coinvolta; non soltanto i governi e le organizzazioni internazionali, che spesso agiscono per pressione dalla popolazione. Ma la frammentazione delle giornate mondiali dedicate a uno stesso tema rischia di diluire l’interesse: creare sinergia fra le diverse istituzioni potrebbe garantire maggiore attenzione a temi specifici e promuovere anche azioni concrete per affrontare le sfide.
Nel caso di migranti e rifugiati, avere una giornata Onu a dicembre e una della Chiesa cattolica a gennaio, aiuta?

Last modified on Lunedì, 16 Gennaio 2017 10:53

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