Lunedì, 30 Luglio 2018 10:01

Migranti a scuola: fra svantaggio e resilienza

L’istruzione è una leva formidabile che crea maggiori opportunità, sia per l’individuo che per l’intero contesto in cui agisce.

Per le bambine, accedere all’istruzione significa poter attivare processi di emancipazione e poter essere effettivamente più libere nella vita adulta. Come ha magistralmente argomentato il premio Nobel Amartya Sen, è più probabile che una bambina che ha studiato possa, da adulta, lavorare fuori casa ed esercitare maggior potere sulle scelte che coinvolgono la proria vita e quella dei figli. L’istruzione rende inoltre le donne meno vulnerabili anche a matrimoni combinati nell’infanzia, gravidanze indesiderate e violenze.
Per questo approfondiamo la scolarità fra i migranti minori di età, con una prospettiva di genere.

Bambine discriminate
Sul tema delle differenze nell’accesso all’istruzione tra maschi e femmine è stato recentemente reso noto il rapporto Her Turn. It’s time to make refugee girls’ education a priority, sul tema specifico dell’istruzione delle bambine rifugiate, a cura dell’Unhcr. Già il precedente rapporto Left Behind, sul tema dell’istruzione dei rifugiati, chiariva che hanno accesso all’istruzione primaria solo il 61% dei bambini rifugiati, a fronte di una media internazionale del 91% dei bambini.

La situazione peggiora nei Paesi “in via di sviluppo”, in particolare per le bambine. Emerge infatti che nei tre Paesi dell’Africa subsahariana che ospitano il maggior numero di rifugiati, Kenya, Uganda ed Etiopia, anche se le bambine sono la metà della popolazione rifugiata in età scolare, sono molto meno presenti a scuola, e nell’istruzione secondaria sono solo la metà rispetto ai maschi.

Dare l’opportunità di studiare sulla mera base del genere è una perdita collettiva notevole, che influisce su tutta la comunità di riferimento, poiché ciò implica la perdita dei talenti di determinate persone.

Scelte politiche
Per chi ha l’opportunità effettiva di frequentare la scuola, qual è il rendimento scolastico?
Il Programma per la valutazione internazionale degli studenti (Pisa) è un sondaggio triennale che valuta fino a che punto gli studenti di 15 anni, prossimi quindi alla fine dell’istruzione obbligatoria, hanno acquisito conoscenze e competenze chiave considerate essenziali per la piena partecipazione alle società moderne. Gli studenti vengono valutati in tre ambiti: lettura e comprensione del testo, matematica e scienze.

A livello internazionale emerge che le differenze nella performance scolastica tra maschi e femmine non scaturiscono da differenze innate, ma da fattori sociali ed ambientali che possono essere influenzati da genitori, insegnanti, politici ed opinion leader. Ciò dimostra che è possibile influire sul rendimento scolastico dei bambini, maschi o femmine che siano, e ciò attraverso atteggiamenti, aspettative e iniziative politiche.
L’indagine tiene conto anche di tutta una serie di fattori che possono influenzare, anche negativamente, le performance degli studenti, come lo status socio-economico o il fatto di essere persone con background migratorio, come vediamo per l’Italia.

Uno sguardo all’Italia
L’istruzione primaria in Italia include quasi tutti, bambini e bambine. Le differenze maggiori si manifestano nella scelta del percorso da intraprendere dopo la fine della scuola secondaria di primo grado.
Gli alunni con cittadinanza non italiana affrontano più criticità rispetto agli autoctoni in termini di rendimento scolastico e affrontano più spesso il problema della dispersione scolastica e degli abbandoni. Con maggiori probabilità diventano Neet una volta usciti dal percorso scolastico. Inoltre «il sistema formativo italiano in questi anni non sempre è stato in grado di garantire ai neoarrivati pari opportunità nel diritto allo studio, soprattutto ai minori soli, rifugiati, ecc.».

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Last modified on Lunedì, 30 Luglio 2018 10:06

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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