Sabato, 27 Febbraio 2021 16:20

Comboniane in Congo. Gli inizi

Le prime comboniane si preparano a raggiungere il Congo fra il 1950 e il 1952. Vi arrivano con entusiasmo e si mettono subito a servizio della popolazione, ma verranno travolte dalle turbolenze politiche che fanno seguito all’indipendenza

Nel 1949 viene istituito nel Congo orientale il vicariato cattolico di Wamba. Il dehoniano belga Joseph Wittebols, vicario apostolico, chiede a madre Carla Troenzi, allora superiora generale, di avere alcune suore per la missione di Nduye, nella foresta dell’Ituri, avviata da un dehoniano di Padova, Bernardo Longo. La richiesta è del 14 aprile 1950, la risposta del 25 maggio. Le suore destinate alla nuova missione sono: Clementina Previtali, Elisea Pezzi, Silvana Clerici, Sistina Salvatore e Pia Nazzarena Zorzan. La prima meta, però, è il Belgio, per un anno di corso coloniale obbligatorio. Il 14 novembre 1951 salpano da Venezia, transitano per il Sudan, e il 2 gennaio 1952 sono festosamente accolte nella missione di Bafwakaba: vi rimangono per apprendere la lingua swahili e anche perché a Nduye la casa non è pronta. Al suono delle campane la raggiungono il 28 febbraio sera, dopo ore di viaggio nella foresta: muri di pietra, «tetto di paglia, finestre senza vetri. All’interno, un palo che porta il peso del tetto sostiene anche quello di tegami e pentolini che gli penzolano attorno».

I primi di marzo sono già a lavoro con le catecumene, nel dispensario e nella scuola: «Abbiamo già un bel gruppo di ragazze di prima e di seconda, circa una cinquantina. Organizziamo pure una classe per l’insegnamento degli adulti: una trentina di donne la frequentano. Le ore più belle sono quelle trascorse nei villaggi, tra la gente e la gioventù». Quella prima comunità in Congo fa riferimento alle comunità in Uganda, ma il 17 gennaio 1953 arrivano altre 3 suore per aprire la comunità di Maboma, a 199 chilometri da Nduye: mentre questa è sperduta nella foresta, Maboma è in pianura, con comode strutture in mattoni e 400 ettari coltivati a caffè e banane. L’anno successivo giunge madre Carla con la sua segretaria. Dopo Eritrea e Uganda, scortate da monsignor Wittebols arrivano il 20 febbraio 1954 a Maboma e il 24 a Nduye. La relazione annota: «Il dispensario è molto frequentato e il governo incoraggia e aiuta assai...». La missione è molto povera, quasi rudimentale, ma sta sviluppando il dispensario, l’officina e la scuola per fabbri-meccanici.
Nel 1956 viene aperta una comunità a Ngayu, nel 1958 a Bafwasende e nel 1959 a Wamba. Nel 1964, la rivolta dei Simba le travolge tutte: Nduye riaprirà il 22 luglio 1969.

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