Era la primavera del 2015 quando, a seguito di un susseguirsi di eventi, decisi di partire da sola per un nuovo viaggio verso la Repubblica democratica del Congo. Era la sesta volta che mi recavo nel continente africano, e non fu l’ultima; e nonostante ogni viaggio sia sempre un’esperienza nuova, sin da subito quello ebbe un sapore diverso, che basta chiudere gli occhi per gustarlo ancora. In Congo la foresta ti assorbe: maestosa, imponente, sconfinata, sembra infinita. È capace di farti sentire fuori dal resto del mondo: basta inoltrarsi appena per trovarsi in un mondo parallelo, un “concerto” di cinguettii, ronzii, versi di animali lontani, crepitii di passi... leggi tutto
Ho professato il 29 settembre 1950. Terminato il corso d’infermiera all’Ospedale civile di Brescia, nel dicembre 1951 sono ad Anversa, in Belgio, per il francese, la formazione coloniale e un corso di medicina tropicale all’Istituto Léopold II. Ci ospitano delle suore francesi. Su suggerimento dei missionari dehoniani, rimango fino al 1953, per frequentare a Bruxelles il corso di ostetricia presso la maternità delle suore agostiniane fiamminghe. In viaggioA fine aprile 1954 sono di nuovo a Verona, e dopo pochi giorni, con due consorelle destinate all’Uganda, salpo da Venezia sulla motonave Europa. Dopo 16 giorni di navigazione arriviamo a Mombasa, in Ke... leggi tutto
Nel 1949 viene istituito nel Congo orientale il vicariato cattolico di Wamba. Il dehoniano belga Joseph Wittebols, vicario apostolico, chiede a madre Carla Troenzi, allora superiora generale, di avere alcune suore per la missione di Nduye, nella foresta dell’Ituri, avviata da un dehoniano di Padova, Bernardo Longo. La richiesta è del 14 aprile 1950, la risposta del 25 maggio. Le suore destinate alla nuova missione sono: Clementina Previtali, Elisea Pezzi, Silvana Clerici, Sistina Salvatore e Pia Nazzarena Zorzan. La prima meta, però, è il Belgio, per un anno di corso coloniale obbligatorio. Il 14 novembre 1951 salpano da Venezia, transitano per il Sudan, e il 2 gen... leggi tutto
La tragica morte dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci hanno alzato il velo su un massacro terribile che si consuma da oltre vent’anni in una parte dell’Africa di cui i nostri media raramente parlano, e ancor più raramente lo fanno con dovizia di particolari. In occasione del premio “Nassiriya per la Pace”, conferito a lui e alla moglie Zakia Seddiki nel 2020, Attanasio dice: «Tutto ciò che noi in Italia diamo per scontato non lo è in Congo dove, purtroppo, ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il Congo è una realtà così lontana da quella che conosciamo che è difficile ... leggi tutto
Mi chiamo Margherita, ho 22 anni e sono laureata in Scienze politiche. Per puro caso nel 2017 ho incrociato il Gim di Venegono e da lì non me ne sono più andata. Ho incontrato testimoni di vita vera e i miei nuovi amici sono diventati famiglia.La mia grande avventura comincia proprio a marzo scorso, tre giorni dopo la laurea: Milano – Istanbul – Entebbe – Bunia e poi la destinazione finale, Mungbere, villaggio nella Repubblica democratica del Congo. Ho sempre sognato di scoprire quel mondo che sembrava così distante e Mungbere, finalmente, mi aspettava proprio nel bel mezzo della foresta. Cronache di viaggioDopo due voli internazionali e poche ore di s... leggi tutto
È nato? Era atteso da oltre due anni e non riusciva proprio a venire alla luce. È il nuovo presidente della Repubblica democratica del Congo, il più esteso Paese dell’Africa Subsahariana. Con una superfice di poco superiore a metà dell’Unione Europa, conta 81 milioni di abitanti. Lo scorso 30 dicembre, mentre in Italia l’atmosfera era pervasa di festività natalizie e preparativi per salutare il 2018 con brindisi e fuochi di artificio, nella Repubblica democratica del Congo terminava una lunghissima e accidentata gestazione: dopo due anni di rinvii, la popolazione poteva finalmente esercitare il diritto di voto. Dei 40 milioni di person... leggi tutto
Tra le foto di mia mamma, Carla Pagani, trovo un suo scritto: «Ho sempre avuto una grande attrazione verso il continente africano e da diversi anni desideravo fare un’esperienza in Africa, in una missione. Sentivo che mi era necessario un contatto diretto con i problemi e la vita di un popolo sicuramente molto meno fortunato di noi. Gli impegni di lavoro, la famiglia, i casi della vita hanno sempre interferito su questo desiderio, ma finalmente quest’anno sono riuscita a realizzarlo. Mia figlia Sara ha deciso di partire con me e questo mi ha fatto felice, anche se ero abbastanza perplessa sulla sua capacità di adattamento. E così il 5 agosto 2000 siamo partite... leggi tutto

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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