Abbiamo già parlato di come la quarantena forzata sia, in Italia e nel mondo, una necessità e un pericolo. Proprio come avvenuto in Cina durante il lockdown, con l'aumento del 50 per cento dei casi di abusi solo nella provincia di Hubei, anche in Europa le misure restrittive hanno causato tensioni in famiglia e in casa. E le situazioni possono diventare drammatiche con la chiusura dei centri d'ascolto, la difficoltà nel chiedere aiuto avendo l'aguzzino con il fiato sul collo. In Francia, ad esempio si parla di un aumento del 32% di segnalazioni alla polizia durante la quarantena obbligatoria con il picco del 36% a Parigi. Il governo ha così deciso di mettere a d... leggi tutto
Grazie a importanti campagne di comunicazione e all’azione dei movimenti e delle associazioni attive sul tema, negli ultimi anni il livello di consapevolezza è decisamente aumentato e il sentire comune è andato nella direzione della condanna della violenza sulle donne.In che misura le straniere ne sono colpite? Oltre le storture mediaticheQuando si parla di stranieri e di violenza, ciò che viene spesso enfatizzato dai media è la violenza da parte degli stranieri, soprattutto se esercitata su donne italiane. In Italia la frequenza di tali crimini è marginale rispetto alle violenze in generale sulle donne, che avvengono in prevalenza nell’ambito ... leggi tutto
Delle 43.467 donne che nel 2017 si sono rivolte a un centro antiviolenza.Di queste, quasi 29 mila, cioè due richieste su tre sono state prese in carico e hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Due terzi di loro hanno figli e un terzo sono straniere. In questi giorni l’Istat ha condotto la prima indagine sui servizi offerti dai 281 Centri antiviolenza ì italiani rispondenti ai requisiti dell’Intesa Stato - Regioni del 2014. Dall’analisi emerge che la strada è ancora lunga. La legge individua come obiettivo quello di avere un centro antiviolenza ogni diecimila abitanti, mentre oggi in Italia la proporzione è pari a 0,05 centri per ... leggi tutto
Scorrendo la lista delle 100 figure femminili più influenti al mondo stilata dalla Bbc, ci si può imbattere in volti noti, come Greta Thunberg, Alexandria Ocasio-Cortez e Megan Rapinoe, e in altri sicuramente meno conosciuti, come l’ex vittima di tratta sessuale Hollie Daniels, la ‘nostra’ Piera Aiello (in questo per ovvi motivi) e l’attivista per i diritti umani Alanoud AlSharekh. Quest’ultima, che da anni collabora con le istituzioni per favorire la parità di genere in Medio Oriente, è una delle fondatrici della campagna contro il delitto d’onore Abolish 153 ed è stata la prima kuwaitiana a ricevere l'ordine nazionale a... leggi tutto
Eppure nella nuova legge battezzata «codice rosso», che pur condivisibilmente introduce una autonoma fattispecie di reato per questo tipo di violazione, c’è un baco che, alla prova del primo mese di applicazione, ne svuota l’efficacia pratica: perché rende impossibile arrestare in flagranza di (nuovo) reato chi venga sorpreso mentre, in violazione del precedente ordine del giudice, sta avvicinandosi di nuovo alla donna maltrattata o stalkizzata. La legge in questione, la n.69 del 19 luglio 2019, di iniziativa governativa, si intitola «Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime ... leggi tutto
Dopo la pagina nera, nerissima, degli insulti alla capitana della nave Sea Watch Carola Rackete e alle persone sbarcate la notte del 29 giugno a Lampedusa, l'Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne interviene con il seguente comunicato, cui ha subito aderito la Fdei, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia: «Noi donne costituenti dell’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne non possiamo tacere sui fatti avvenuti all’arrivo della nave Sea Watch a Lampedusa la notte del 29 giugno. Ci riferiamo ai discorsi d’odio che dal molo hanno accompagnato la discesa dalla nave della comandante, Carola Rackete, trentunenne tedesca con... leggi tutto
L’Agenzia Dire con il canale DireDonne e la rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re hanno siglato, nella sala stampa della testata, un protocollo d’intesa e una media partnership. Un lavoro nato sul campo, con un reportage dai centri antiviolenza della regione Lazio, e che proseguirà sul territorio nazionale, seguendo l’agenda degli appuntamenti salienti e curando approfondimenti tematici sulla violenza contro le donne, con l’impegno di raccontare il fenomeno con un linguaggio preciso, corretto e scongiurando gli stereotipi. Al tavolo della firma la presidente della rete D.i.Re, Lella Palladino, l’ufficio stampa Cristiana Scoppa, il capo redattore ... leggi tutto
Delhi. India. Erano alcune migliaia le donne che hanno partecipato alla Women March for Change. La marcia delle donne per il cambiamento è un’iniziativa nazionale organizzata da collettivi femministi, gruppi di donne delle baraccopoli, ma anche associazioni di studenti, universitarie, insegnanti, artiste e scrittrici. E oltre cento manifestazioni si sono svolte in altri 123 distretti, in venti Stati indiani registrando una forte partecipazione. «Bilancio molto positivo" commenta per l'Ansa Shabhana Hasmi, attivista dei diritti delle donne, molto nota in India e portavoce delle organizzazioni che hanno lanciato la Marcia. «Questa è una manifestazione elettor... leggi tutto
Noi donne di differenti fedi e confessioni religiose, componenti dell’"Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne", costituito a Bologna il 14 marzo 2019, siamo profondamente consapevoli del ruolo che il contesto culturale e le tradizioni religiose hanno giocato e giocano ancora nel mantenere in vita la disparità nel rapporto uomo-donna, secondo un sistema gerarchico di dominio maschile che struttura, più o meno visibilmente, l'intera società. Sappiamo che questo è il brodo di coltura da cui scaturiscono le violenze: quelle contro le donne così come tutte quelle che si fondano su ogni prevaricazione e discriminazione. Sappiamo anche ch... leggi tutto
Il 5 ottobre 2016 aveva ucciso la donna con cui aveva una relazione da un mese. L’aveva fatto volontariamente, strangolandola a mani nude. La condanna in primo grado era stata di 30 anni per omicidio aggravato da motivi abietti e futili. Poi la Corte d'appello di Bologna aveva dimezzato la pena. Tra i motivi, anche una plausibile "tempesta emotiva" determinata dalla gelosia. Ad uccidere Olga Matei, però, non era stato un raptus. Ma un uomo. In carne, ossa e volontà. Eppure la sua pena è stata ridotta e con la riduzione degli anni di carcere si riduce anche la fiducia negli strumenti protettivi e di contrasto alla violenza. L’indagine realizzata da Ipsos, d&... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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