All’indomani delle elezioni europee e amministrative, un sguardo va a ai comuni che hanno scelto le donne. Se si parla di ascesa per quanto riguarda i risultati europei, non si può che fare lo stesso per quelli italiani: sono 14,3% i comuni amministrati da donne. Negli ultimi 30 anni, il numero di donne sindaco è cresciuto più di sette volte, passando dai 145 comuni amministrati nel 1986 ai 1.126 del 2019. Ma l’avanzata femminile, fortunatamente, non è circoscritta all’Italia. In Sudafrica, per la prima volta nella storia, metà dei ministeri sarà affidata a donne. Lo ha annunciato mercoledì 29 maggio il presidente Cyril Ra... leggi tutto
Wangari Maathai nasce in Kenya da una famiglia contadina non lontano dal monte che dona il nome al Paese, e pioggia e stupore alla gente che ne abita le pendici: l’etnia kikuyu. Anno 1940: nel villaggio di Wangari le bambine non vanno a scuola, ma lei è un’eccezione. Con il fratello inizia la scuola primaria a Ihithe e la completa nella missione cattolica di Nyeri. Brillante e volitiva, ottiene ottimi risultati e viene ammessa al liceo Nostra Signora di Loreto a Limuru. Cresce fra le suore di Mary Ward, donne attente alla dimensione sociale della fede, e diventa cattolica. Grazie a una borsa di studio, continua gli studi negli Usa, e nel 1966 si laurea in biologia all&rsq... leggi tutto
A mio avviso la speranza di arginare il cambiamento climatico non origina tanto dall’Accordo di Parigi quanto dalla mobilitazione dell’economia verso scelte sostenibili. È circa l’1% della popolazione che opera scelte orientate al bene comune: il resto mira a un tornaconto immediato e oggi le aziende hanno compreso che attività in armonia con il territorio generano anche migliori servizi e qualità della vita, ovvero produzioni sostenibili generano anche maggiori profitti.Pertanto l’economia, responsabile dell’eccesso di emissioni di CO2, si sta convertendo a un modulo nuovo, non tanto per salvare il mondo quanto perché conviene econom... leggi tutto
Oltre il trauma del rifiutoI nostri primi giorni in terra d'Africa li abbiamo trascorsi nella capitale dell'Etiopia, Addis Abeba, presso la casa delle comboniane. Vi abbiamo incontrato il responsabile delle comunità, suor Veronicah Wangui, e le suore che si sono occupate di un progetto di prima accoglienza riservato a ragazze madri. Per i tabù culturali e per la loro giovanissima età, viene ripudiato dalla propria famiglia e anche dal compagno, e vivere una gravidanza molto sofferta. Per questo il percorso offerto nella casa di accoglienza è stimolato l'istinto materno e di cura. Benché rifiutati dai loro congiunti, imparano a gestire autonomamente la propr... leggi tutto
Alla cascina Casottello lo scorso 18 novembre c’è stata una sua sfilata. A indossare i capi, non erano solo modelle professioniste, ma anche persone comuni e alcune donne arrivate da poco in Italia, tratte in salvo dai barconi. «Volevo persone normali perché i miei abiti sono pensati per persone normali. Volevo donne migranti o richiedenti asilo, per dare loro un’opportunità e un incoraggiamento e dimostrare che un migrante, a certe condizioni, può dare un contributo utile a tutti i settori della società». Del trucco e del parrucco della sfilata si è occupato la OLmac Cosmetics, che ha da poco lanciato la linea BPride, che vuo... leggi tutto
Passaggio fra generazioniLa mia passione per l’Africa nasce da un forte legame con mio nonno, che da piccola mi raccontava della sua Africa, terra da lui conosciuta solo attraverso i libri e i racconti di un suo caro amico.Per realizzare il suo sogno, ecco il mio primo viaggio in Madagascar. Un viaggio di piacere che ha dato il via a quello che si prospetta in qualche modo il mio futuro, almeno per quel che riguarda i viaggi e la solidarietà.Da allora sono passati tre anni, e nella mia mente continuavano a scorrere nitide le immagini di quelle terre e di quella popolazione: il mio pensiero fisso era tornare in Africa, ma questa volta per aiutare chi si trova in difficoltà... leggi tutto
Le politiche commerciali ed economiche attivate dal presidente Donald Trump, che mettono al centro l’America a discapito della altre potenze mondiali, hanno generato scelte protezionistiche anche in altri Paesi. In un panorama di tensioni crescenti tra Usa, Ue e Cina, l’Africa sembrerebbe uno spettatore passivo. L’apparenza, però, può ingannare. Di Africa, infatti, si parla spesso per sottolinearne i problemi: guerre, povertà, migrazioni, si ccità, deserto. Queste sembrano essere le parole chiave che abitano il senso comune quando pensiamo al continente africano. Ma fermarsi ancora una volta ai soli problemi, impedisce di assistere con attenzion... leggi tutto
La sua vita potrebbe presto diventare un film. Pare che un produttore di Hollywood sia interessato a portare sul grande schermo la commovente favola del cigno nero. Una storia vera, ambientata nel Sudafrica post-apartheid, che vede come protagonista Kitty Phetla, la ballerina più famosa del continente africano: trent’anni di grazia sulle punte, icona vivente di riscatto sociale. Un pizzico di fortuna Kitty è nata e cresciuta tra i vicoli di lamiera di Soweto, la celebre township creata nei sobborghi di Johannesburg durante gli anni della segregazione razziale. «Una palestra di vita – dice lei –. Ho dovuto imparare presto a tirare fuori il carattere per... leggi tutto
Il ruolo svolto dalle missioni è ancora dibattuto: sono state canali di colonizzazione o aperture liberanti?Nel 1946, in Note storiche sulle Missioni d’Uganda, il comboniano Radaelli affermava: «I funzionari inglesi temevano i missionari perché sapevano che essi insegnavano agli africani che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio, e questo avrebbe portato gli africani a ribellarsi all’autorità coloniale». Nel 1969, l’economista Hosea Jaffe scriveva il contrario: «La conquista coloniale cominciò con i missionari, seguiti dai commercianti e poi dai soldati».Queste pagine non si occupano di analisi politiche: lasciano sem... leggi tutto
«Il mio ventre appartiene al mio padrone». Questa affermazione non emerge dalla fiorente narrativa sullo schiavismo nelle Americhe, non è un ricordo torbido dei secoli passati, bensì è ciò che ancora oggi dice una donna schiava della Mauritania. La Repubblica islamica ha ufficialmente abolito la schiavitù nel 1981, ma sono decine di migliaia le schiave “invisibili”, non registrate all’anagrafe, la cui condizione, ancora culturalmente giustificata, incatena anche il frutto del loro ventre: nonostante la società mauritana sia marcatamente patriarcale, chi nasce da una schiava è considerato alla stregua dei cuccioli... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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