Nel mese di novembre 1973 parto dall’Italia con Pierina Mazzoleni e la delegata del Kenya, Adriana Squarzon. Dopo qualche giorno raggiungo Ngandu, dove Prassede Zamperini della comunità di Marsabit passa a prendermi con don Redento, un sacerdote che lavora tra i Rendille ed è “in Kenya” per spese. A Isiolo la polizia ispeziona con cura l’auto, alza la sbarra e augura: «Safari njema!» (Buon viaggio!). La “frontiera” del NordCon una scia di polvere rossa alle spalle, lasciamo il Kenya “civilizzato” per avventurarci nel deserto e nella savana adibita a pascolo di popoli somali che spesso diventano predoni. Prassede annun... leggi tutto
Nel 2020 l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (Oim) ha pubblicato un corposo volume dal titolo Migrazioni nell’Africa occidentale e settentrionale e attraverso il Mediterraneo: tendenze, rischi, sviluppo e gestione.Il testo, non accessibile in lingua italiana, analizza dati del biennio 2018-19 che permettono di valutare le politiche migratorie regionali, incluse quelle adottate dall’Unione Europea. Informazioni superficiali che si concentrano sui flussi dal Nord Africa all’Europa celano una situazione molto più complessa e articolata: quella degli spostamenti interni all’Africa occidentale e settentrionale. RISORSE SEMPRE PIÙ SCARSEUn... leggi tutto
Il continente africano è un mosaico di risorse naturali: immense foreste pluviali, come quelle del bacino del Congo, vasti bacini idrici, con il Lago Vittoria secondo al mondo per ampiezza, ingenti giacimenti minerari e una ricchissima biodiversità. Le condizioni climatiche e l’irraggiamento solare alimentano una molteplicità di ecosistemi che includono coltivazioni indigene, fauna selvatica, animali d’allevamento e un variegato patrimonio ittico. Il problemaIl degrado che devasta l’ambiente, avvelenando l’aria e inquinando fiumi, laghi e oceani, mette a rischio la ricchezza ecologica enunciata dall’Agenda 2063 dell’Unione Africana (U... leggi tutto
Quando l’ha conosciuto quel bambino non era capace di sorridere. Per Francesco (il nome è di fantasia), sette anni e metà della vita passata in una comunità per minori, mostrarsi felice era soltanto un’azione per accontentare gli altri. Da 16 mesi, però, tutto è cambiato. Yodit Abraha, 46 anni, nata ad Asmara in Eritrea e a Palermo da quando aveva 11 anni, è diventata la sua nuova mamma. La prima mamma di origine straniera a prendere in affido un bimbo palermitano. Nessuno più di lei, psicologa e mediatrice interculturale che da venti anni lavora nelle comunità e oggi è responsabile di uno Sprar, sa cosa possa signif... leggi tutto
Una cronaca redatta da suor Lucia Paganoni racconta: «Nel 1950 la segregazione razziale era molto accentuata nel Sud degli Stati Uniti, dove era rimasta legale per un secolo anche dopo la guerra civile che aveva abolito la schiavitù. Ma anche negli Stati del Nord le persone di colore erano discriminate nei quartieri, nelle scuole e in certe professioni. La Chiesa cattolica stava facendo un grande sforzo per abolire la segregazione, soprattutto offrendo assistenza alle famiglie più bisognose ed educazione di qualità nelle scuole parrocchiali, dove eccelleva il servizio di religiose che investivano tutte le loro energie a titolo pressoché gratuito.Nel 1949 due... leggi tutto
È notizia recente: il presidente uscente del Burundi, Pierre Nkurunziza è morto.D’infarto o di covid-19? Il 20 agosto prossimo avrebbe passato le consegne al suo successore, il generale Évariste Ndayishimiye, uscito vincitore dalle elezioni del 20 maggio: non si teme per il vuoto istituzionale, ma per una pericolosa omertà. Il 31 marzo scorso il governo del Paese aveva segnalato i primi casi accertati di covid-19: due cittadini rientrati da Ruanda e Emirati arabi uniti.Il 30 maggio, in anonimato, la moglie del presidente era stata ricoverata in un prestigioso ospedale di Nairobi per trattamento anti-covid. Una Tv locale aveva comunque dato la notizia. Ogg... leggi tutto
Forse il nostro Paese sta avendo la meglio sulla pandemia. Ma come se la cava il resto del mondo?Come stiamo proteggendo le comunità più isolate? Nell'Amazzonia ecuadoriana il Covid-19 rischia di avere tragiche conseguenze. I popoli indigeni Waorani si stanno organizzando per affrontare la pandemia senza particolari aiuti governativi. Consigli e informazioni sanitarie vengono diffuse in radio per fare in modo che tutti, anche le popolazioni che vivono nelle aree più remote della foresta, possano avere accesso alle notizie relative al virus. Le notizie sono diffuse anche attraverso altri mezzi, da Whatsapp alle arti visive: disegni fatti circolare nei villaggi... leggi tutto
In Africa resta ancora basso il livello di diffusione della pandemia del coronavirus. Secondo dati ufficiali in 47 stati su 54 del continente si registrano 4.748 casi di contagio – di cui 1.292 solo in Sudafrica – con 174 decessi e 330 persone guarite. Ma non c’è da illudersi, dichiara Ellen Johnson Sirleaf, ex presidente della Liberia e premio Nobel della pace, che avverte: «È solo una questione di tempo. Il Covid-19 colpirà il continente, che è il meno preparato ad affrontarlo. Dobbiamo agire adesso per rallentarlo, rompere la catena di trasmissione». Per alcuni misure strettissime Già vari stati africani si sono mobilitati... leggi tutto
Il Pil africano, secondo quanto scritto nel rapporto, continua a salire. Nel 2019 l’incremento si è attestato sul 3,4%, quest’anno aumenterà di mezzo punto e nel 2021 supererà leggermente il 4% (4,1%). Questa crescita è guidata da una trentina di Paesi su 54. L’Afdb sottolinea che sei delle dieci economie in più rapida crescita al mondo sono in Africa: Ruanda (8,7%), Costa d’Avorio (7,4%), Etiopia (7,4%), Ghana (7,1%), Tanzania (6,8%) e Benin (6,7%). L’istituto finanziario panafricano rileva che per la prima volta, in oltre un decennio, questo incremento è in gran parte il risultato di investimenti, soprattutto nelle in... leggi tutto
New Kanyama, a circa due chilometri dal centro di Lusaka, accoglieva immigrati da ogni parte dello Zambia.La nostra casetta, molto semplice, si trovava nel recinto della chiesa. Il parroco era polacco, reduce da un campo di prigionia durante la repressione comunista, ma non viveva lì. Il giorno del nostro ingresso ufficiale, la comunità cristiana ha preparato una festa nel cortile della chiesa. Ci hanno fatto sedere al posto di onore e ogni gruppo della parrocchia, guidato da laici, si presentava e ci portava un regalo.I primi tempi eravamo davvero molto povere. Un giorno siamo rimaste senza olio per cucinare. La sera, una donna anziana, Veronica, arriva con un cesto di patate... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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