Proteggere le comunità isolate Nemonte Nenquimo Margherita Scazza
Sabato, 18 Aprile 2020 13:14

Proteggere le comunità isolate

Che succede se la pandemia raggiunge piccole comunità indigene o africane? Come possono fronteggiar e il pericolo. Ad oggi ci sono comunicazioni e opere di prevenzione. Basterà?

Forse il nostro Paese sta avendo la meglio sulla pandemia. Ma come se la cava il resto del mondo?
Come stiamo proteggendo le comunità più isolate?

Nell'Amazzonia ecuadoriana il Covid-19 rischia di avere tragiche conseguenze. I popoli indigeni Waorani si stanno organizzando per affrontare la pandemia senza particolari aiuti governativi. Consigli e informazioni sanitarie vengono diffuse in radio per fare in modo che tutti, anche le popolazioni che vivono nelle aree più remote della foresta, possano avere accesso alle notizie relative al virus.

Le notizie sono diffuse anche attraverso altri mezzi, da Whatsapp alle arti visive: disegni fatti circolare nei villaggi.

Ma il pericolo non riguarda solo i popoli che si trovano nella foresta – racconta in un’intervista Nemonte Nenquimo, presidente del Consiglio di coordinamento della nazionalità Waorani – ma anche gli individui che sono rimasti bloccati nelle città fuori dal territorio. In questo periodo l’accesso alla foresta è stato vietato per evitare di portare il contagio dall’esterno e chi è rimasto bloccato nei centri urbani non può cacciare, pescare e quindi guadagnare abbastanza per comprare cibo o prodotti essenziali.

In questo contesto l’apporto del governo per proteggere le comunità indigene è quasi nullo, tanto che è dovuta intervenire anche la rappresentante locale dell’Oms per intimare alle istituzioni di muoversi in questo senso.

Sempre grazie all’intervento dell’Oms, anche in Africa si sta cercando di comunicare il più in fretta possibile il pericolo e le essenziali norme di comportamento. Su questa scia Gabriella Nobile owner dell’agenzia Nobile Agency che si occupa di comunicazione e di immagine, ha voluto realizzare Covid Africa, uno spot che parla in modo chiaro, diretto ma coinvolgente, alle donne d’Africa, che sono la colonna portante della piccola economia e della famiglia. Saranno proprio le donne il canale ideale e più efficace attraverso cui deve passare la sensibilizzazione e la prevenzione al contagio da Covid-19.

Attraverso la rete di Women in Africa e parlando con le Ambasciatrici di ogni nazione africana dell’organizzazione, Gabriella Nobile, ambasciatrice per l’Italia, si è resa conto che la consapevolezza e la percezione del Covid-19 in Africa deve essere affrontato su basi diverse rispetto all’occidente.

Per questo lo spot é stato realizzato in più di 400 dialetti africani oltre che in inglese, francese, arabo, portoghese e verrà trasmesso online e sulle maggiori tv del continente.

Nella speranza che arrivi a tutti. E che possa aiutare a proteggere il maggior numero di comunità.

Last modified on Sabato, 18 Aprile 2020 13:24

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