La spartizione dell’Africa e dei suoi popoli fra le potenze europee viene sancita nel 1885 dalla Conferenza di Berlino. Dopo la Seconda guerra mondiale, combattuta a fianco dei colonizzatori, tanti popoli del continente iniziano a reclamare l’indipendenza. Il primo Paese a ottenerla è il Sudan, la cui storia è profondamente segnata dallo schiavismo e dalla disputa per l’acqua del Nilo. IL CASO SUDANAlla fine dell’Ottocento la regione occidentale del Bahr el Ghazal (Sudan meridionale) era stata quasi spopolata dalle razzie di Zubeir Rahma Mansur, mercante di avorio e di schiavi arrivato nel 1856 dal Sudan settentrionale. Anche dopo il 1898, anno dell&rsq... leggi tutto
Tante sono le storie con nomi e volti pieni di dolore; sono fratelli e sorelle migranti di nazioni diverse che passano da Tapachula per proseguire il loro viaggio della speranza verso gli Usa. La maggioranza arriva dal Centroamerica: Honduras, Nicaragua, El Salvador, Guatemala e Haiti, ma anche da Venezuela e Colombia. Scappano dai loro Paesi per sottrarsi alla violenza, alla povertà, alla persecuzione e alla tratta di persone. Con sorpresa abbiamo però riscontrato che in parte arrivano anche dall’Africa, in particolare dalla Repubblica democratica del Congo, dall’Angola e dalla Nigeria. In cerca di condizioni di vita migliori, investono tutto quello che hanno per ... leggi tutto
I primi passi delle Pie Madri della Nigrizia, oggi più note come Suore missionarie comboniane, sono stati celebrati insieme dalle comunità sparse nel mondo il 1° gennaio 2022 con una “diretta video”; ma il 6 gennaio, solennità dell'Epifania, sono stati celebrati con la città e la Chiesa di Verona. Baciate dal sole del primo pomeriggio, alcune comboniane si sono trovate con un piccolo gruppo di invitate e invitati ai piedi del monumento a san Daniele Comboni che dal 1957 campeggia in Piazza Isolo: il rispetto delle norme anticovid non permetteva assembramenti. Suor Luigia Coccia, superiora generale, ha dato il benvenuto: il consigliere Rosario Rus... leggi tutto
La congregazione della Pie Madri della Nigrizia, oggi conosciute come Suore missionarie comboniane, fa i suoi primi passi il 1° gennaio del 1872. Il giorno prima, Maria Caspi aveva varcato la soglia della casa che Luigia Zago e Isabella Zadrich avevano in parte messo a disposizione a Montorio, un paese vicino a Verona, per preparare giovani «che seguano le tracce e adempiano le funzioni delle pie donne del Vangelo», come precisava Daniele Comboni in riferimento alle missionarie che lo avrebbero affiancato nell’Africa Centrale.Poco dopo giunge Maria Teresa Scandola, originaria della Lessinia, e con l’arrivo da Padova di Pia Galli, loro formatrice, il cammino cominc... leggi tutto
Nato a Limone sul Garda il 15 marzo 1831, dal 1843 è a Verona, presso l’istituto dove don Nicola Mazza permette a giovani promettenti di famiglie poco abbienti di coltivare lo studio. Lì matura la sua vocazione sacerdotale e missionaria. Ordinato prete nel 1854, nel 1858 partecipa alla prima spedizione missionaria dell’Istituto Mazza e raggiunge Santa Croce, nel Sudan meridionale. Nel 1859, reduce da quell’esperienza, rivelatasi disastrosa, comprende che la presenza femminile è indispensabile per offrire a quei “popoli selvaggi” la dignità del Vangelo. Su incarico di don Mazza, in Egitto Comboni continua a riscattare bambini e bambine... leggi tutto
L’associazione Conlecomboniane Onlus nasce il 25 gennaio del 2007 per desiderio dell’allora superiora generale, suor Adele Brambilla, e di suor Maria Rota e suor Carmela Coter che allora coordinavano le missionarie comboniane in Italia.L’intento era creare una realtà che desse personalità giuridica a tutti i laici e le laiche che operavano a titolo volontario nelle case delle suore e offrire loro una struttura di coordinamento.Come finalità generale e principale, lo statuto dell’associazione prevede la partecipazione di soci e socie al carisma di san Daniele Comboni; per questo, coltivare la spiritualità missionaria comboniana è part... leggi tutto
A Montorio, paese a pochi chilometri da Verona, Luigia Zago e Isabella Zadrich mettono a disposizione parte della loro abitazione per le «allieve missionarie» che, come ripeteva Comboni, «seguano le tracce e adempiano le funzioni delle pie donne del Vangelo, le “Pie Madri della Nigrizia”». Da Montorio a VeronaIl 31 dicembre 1871, una giovane veronese di 19 anni, Maria Caspi, bussa alla porta di quella casa. È accompagnata dallo stesso Comboni. Poco dopo arriva da Padova la formatrice, suor Pia Maria Galli, che sembra essere stata badessa benedettina, e il 17 gennaio anche Maria Teresa Scandola, originaria della Lessinia. Nei mesi successivi si aggi... leggi tutto
Era il 1992: per favorire il mio inserimento in quella realtà anche climaticamente difficile, suor Maria Teresa Goffi mi affida a una religiosa della congregazione internazionale del Sacro Cuore: a Kangole, spostarmi a piedi e vivere in modo molto frugale a contatto della gente mi ha fatto innamorare subito di quella realtà.I primi sei mesi di vita tra i Karamojong sono trascorsi alternando l’apprendimento della lingua a Moroto e l’inserimento a Kangole, dove Lucia Careddu e Prassede Plodari mi hanno dato un esempio molto bello di impegno e servizio. Quindi ho raggiunto Namalu, dove ho vissuto per cinque anni un’esperienza pastorale molto arricchente, sia con ... leggi tutto
Nel 1985, il Karamoja è uno “spettro” abbandonato a sé stesso: le scuole sono pressoché inesistenti e i centri sanitari rarissimi. Gli abitanti di Namalu sono governati, secondo la tradizione ancestrale, da anziani che si succedono per “gruppi di età” in relazione all’iniziazione da guerrieri ad adulti. Si sentono forti e liberi, e io rimango colpita dalla loro schiettezza. Nelle riunioni tutti gli anziani possono intervenire; raramente qualche giovane, mai le donne: la mia missione è dar loro valore attraverso l’educazione. Presenza trasformanteLa comunità cristiana di Namalu è molto piccola ma vivace, e l... leggi tutto
Le prime missionarie comboniane arrivano a Morulem il 7 ottobre 1956. Sono Rosalucia Vinco, Innocenza Turrin e Fosca Rosa. Il loro impegno è per il catecumenato, la scuola femminile, la maternità e il centro di salute, che ben presto riceve centinaia di pazienti anche da villaggi vicini. La stessa scuola, iniziata da suor Innocenza con pochissime bambine, nel 1958 ne ha più di 60. Un giorno suor Rosalucia scopre casualmente un villaggio abbandonato, dove un lebbroso coperto di piaghe attende la morte. Si china per medicarlo; un capo locale la vede e aggiunge: «Voi suore vi prendete cura di molte persone, ma non delle più bisognose». Alcuni lebbrosi si ... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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