Opportunità rinnovabile Thomas Richter
Sabato, 21 Marzo 2020 18:14

Opportunità rinnovabile

Con il blocco degli spostamenti, in Italia, cala anche il livello d’inquinamento.

Una buona notizia?
In parte sì.

Nonostante la riduzione delle emissioni infatti – diretta causa della restrizione della circolazione – non si è rilevato un altrettanto evidente abbassamento delle polveri sottili.

Da oltre 20 giorni in Veneto – e la situazione è simile anche nella altre regioni del Nordest - le concentrazioni di PM10 rilevate dalle reti di monitoraggio regionale Arpa sono piuttosto basse, ma tale circostanza è esclusivamente legata alle condizioni meteorologiche: l’instabilità delle scorse settimane ha favorito la dispersione degli inquinanti, abbassando significativamente le loro concentrazioni in aria.

Le regole sanitarie, quindi, hanno fatto calare un po’ l’inquinamento, a beneficio dei polmoni di chi abita in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ma non la quantità di polveri sottili.

Il vento e la pioggia sono ad oggi ancora i principali – se non gli unici - mezzi per spazzare gli inquinanti che si accumulano nell'aria.

Senza contare che una percentuale significativa del PM10 viene emessa principalmente dal settore del riscaldamento civile: fattore in aumento in questi ultimi giorni.

Quando su internet hanno cominciato a circolare le immagini satellitari che mostravano l’impressionante riduzione delle emissioni di biossido d’azoto provocata dagli effetti del nuovo coronavirus in Cina – e poi in Italia - molti hanno pensato che questa crisi avrebbe potuto avere almeno un effetto positivo: fermare - o almeno rallentare - il cambiamento climatico.

In realtà Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, ha ricordato di come, spesso, le crisi economiche provochino un arresto delle emissioni per poi farlo seguire da un vertiginoso aumento.

In questo modo la crisi economica prodotta dalla pandemia potrebbe avere conseguenze disastrose per la transizione energetica globale.

La speranza è che, finita l’attuale crisi sanitaria la Cina - e il mondo intero - ne approfitti per avviare alcune riforme per ridurre l’inquinamento.

Magari trasformando il periodo di ripresa che seguirà questa crisi in concreta occasione per i governi per ripensare alcune modalità produttive, gestionali e finanziarie, sovvenzionando ulteriormente il settore delle fonti di energia rinnovabili.

Last modified on Sabato, 21 Marzo 2020 18:29

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