Olio di palma: nuova direttiva Ue per ridurre importazioni e uso Coltivazione di Palme da olio European Union-EP
Mercoledì, 05 Aprile 2017 06:36

Olio di palma: nuova direttiva Ue per ridurre importazioni e uso

Da circa 20 anni vengono persi quasi 10 milioni di ettari di foresta ogni anno. Le cause principali sono, da una parte l’aumento progressivo della popolazione; dall’altra lo sviluppo delle produzioni agricole di palme da olio e soia. Coltivazioni tanto sviluppate che comunità intere basano la propria sopravvivenza sul commercio internazionale di questi prodotti. Impossibile per l’Europa ignorare la propria responsabilità, e quella dei consumatori, nell’ambito della deforestazione, attraverso l’importazione e il consumo di oli vegetali. Da qui, la risoluzione del Parlamento focalizzata soprattutto sulla presenza di olio di palma in alcuni tipi di carburante. La direttiva stabilisce infatti il dovere, da parte di tutti i componenti dell’Unione, di importare esclusivamente oli vegetali coltivati in modo sostenibile, coltivato cioè, in zone che non hanno subito deforestazione.

L’obiettivo è di contrastare l’impatto non sostenibile della produzione dell’olio di palma che porta alla deforestazione e al degrado dell’habitat, in particolare nel sud-est asiatico.

“Vogliamo un dibattito aperto per avere una produzione di olio di palma sostenibile, senza abbattere foreste e con condizioni dignitose per quanto riguarda i diritti umani”, ha dichiarato la relatrice Kateřina Konečná. “Questa è la prima relazione del Parlamento europeo su questo tema e spetta alla Commissione decidere come sostenerla. Non possiamo ignorare il problema della deforestazione che minaccia l'accordo globale COP21 sui cambiamenti climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”, ha aggiunto.

La relazione è stata approvata con 640 voti favorevoli, 18 contrari e 28 astensioni.

I deputati hanno fatto notare che il 46% dell’olio di palma importato dall’Ue è utilizzato per produrre biocarburanti che richiedono l’uso di circa un milione di ettari di suolo tropicale.

Inoltre, hanno chiesto alla Commissione di adottare misure permettano di eliminare progressivamente l’uso di oli vegetali, incluso l’olio di palma, nelle componenti dei biocarburanti che sono causa di deforestazione. Tutto, possibilmente, entro il 2020.

Uno schema unico di certificazione
I deputati hanno evidenziato l’esistenza di diversi schemi, su base volontaria, per promuovere la coltivazione sostenibile dell’olio di palma. Per questo chiedono un sistema unico di certificazione per garantire che solo l’olio di palma sostenibile entri nel mercato Ue.

Si chiede inoltre di introdurre criteri di sostenibilità per l’olio di palma e per i prodotti che lo contengono che entrano nel mercato Ue. La Commissione dovrebbe migliorare la tracciabilità dell’olio di palma importato nell’Ue e dovrebbe considerare l’applicazione di differenti dazi che riflettano accuratamente i costi reali, almeno finché non verrà applicato lo schema unico di certificazione.

Inoltre, gran parte della produzione globale di olio di palma viola i diritti fondamentali dell’uomo e gli adeguati standard sociali. Il lavoro minorile è frequentemente utilizzato e sono presenti diversi conflitti per l’uso della terra tra comunità locali, autoctone e i possessori delle concessioni legate all’olio di palma.

Secondo Coldiretti, negli ultimi dieci anni le importazioni in Italia di olio di palma sono triplicate (+212%) e nel 2015 hanno raggiunto il quantitativo di oltre 1,6 miliardi di chili. Nella stessa analisi, si evidenzia che per la prima volta c'è stato un calo del 10% nei primi sette mesi del 2016 rispetto all’anno precedente.

Importazioni di olio di palma, paese per paese (fonte: FAO)

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