Lunedì, 30 Luglio 2018 09:24

Casa, energia e responsabilità

Consumi al vaglio
Esaminando la situazione un po’ più nel dettaglio, ci si rende conto che i consumi finali all’interno delle abitazioni possono variare molto in relazione a: varietà di abitudini di ciascun utente, numero di componenti, dotazioni informatiche e altri apparecchi elettronici ricaricabili. Ci sono situazioni in cui la condizione economica consente di lasciar passare qualche spreco in più o permette semplicemente maggiori condizioni di comfort rispetto a chi, magari, fa fatica anche solo a mantenere 17 gradi d’inverno. Per questo non è facile proporre dei dati rappresentativi di tutte le realtà, ma i numeri forniti dall’Unione Europea ci informano che il ruolo dominante è rivestito dal riscaldamento dell’ambiente, che assorbe il 65% di tutta l’energia domestica, seguito dall’acqua calda sanitaria (15%) e quindi dalla corrente elettrica per luce ed elettrodomestici (altro 15%). L’energia per cucinare viene per ultima col 5%.

Piccoli e grandi accorgimenti
Se la parte del leone la fa il riscaldamento, è su questa voce che bisognerebbe intervenire di più per ridurre il nostro impatto energetico. Il che deve fare drizzare le orecchie in maniera particolare a chi si accinge a costruire una casa nuova o a chi ha intenzione di ristrutturare la vecchia.

Oggi ci sono varie tecniche di isolamento e di captazione dell’energia esterna, che permettono di catturare e trattenere più energia di quella che si disperde. Le case così concepite sono dette “case passive” perché provvedono ai propri bisogni energetici senza alcun impianto di riscaldamento “convenzionale”, ossia caldaie, termosifoni e altri sistemi analoghi.

Ma anche chi vive in case con sistemi convenzionali può cercare di risparmiare calore ricordandosi che per ogni grado in meno è possibile risparmiare circa il 7% del consumo annuo di combustibile. Fra i consigli più semplici c’è quello di aprire le finestre per i soli cambi d’aria; di spegnere i termosifoni vicino alle porte d’ingresso dell’edificio; di chiudere avvolgibili e persiane di notte per evitare le dispersioni termiche; di posizionare un foglio di materiale isolante tra il calorifero e il muro se confinante con l’esterno.

E rispetto alla quota di energia usata per la parte sanitaria, l’imperativo principale è tenere lo scaldabagno a basso regime e farci docce brevi, invece che riempire copiose vasche da bagno. I consigli utili per il contenimento elettrico sono ormai diffusi; a titolo riepilogativo giova ricordare di spengere le luci quando non si è in stanza, di usare le lampade a basso consumo energetico, di spegnere i congegni elettronici quando non si usano, di usare gli elettrodomestici con criterio e di accettare di sudare un po’ di più d’estate. I condizionatori sono ormai così diffusi che quando sono accesi al massimo rischiano di provocare il blackout dell’intera rete nazionale.

Il paradosso
Le temperature aumentano di anno in anno, grazie soprattutto all’effetto serra e all’immissione in atmosfera di gas inquinanti, ma per combattere il caldo si aumentano i consumi, immettendo ulteriori gas nell’atmosfera, portando alla soglia del collasso il sistema energetico, per poi magari chiedere un potenziamento dello stesso, con la costruzione di altre centrali termoelettriche, che produrranno altri gas serra...

Ed è proprio il tipo di energia elettrica utilizzata che chiede attenzione, perché può contribuire ad aggravare o a mitigare un fenomeno che sta destando grande preoccupazione per i suoi effetti sulla produzione agricola, l’innalzamento dei mari, l’avanzamento dei deserti, il moltiplicarsi di alluvioni e altri disastri naturali. Stiamo parlando dei cambiamenti climatici dovuti all’aumento della temperatura terrestre conseguente all’accumulo di anidride carbonica, che l’umanità emette in misura quasi doppia rispetto alla capacità di assorbimento del sistema vegetale e degli oceani.

Continua...

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