Lunedì, 03 Luglio 2017 06:37

Simone Veil, prima donna d’Europa

Superstite di Auschwitz e testimone dei drammi del Novecento, ministra in Francia; fu la prima donna ad essere eletta a Strasburgo

Una delle donne più amate e rispettate di Francia per la sua propensione alla speranza e la sua attenzione ai diritti umani, Simone Veil (Nizza, 13 luglio 1927) si è spenta lo scorso venerdì, a 89 anni.

La sua vita straordinaria, che l’ha portata a diventare più volte ministra e l’unica donna fino ad ora ad essere eletta alla presidenza del Parlamento europeo, può in parte essere letta alla luce di quel che accadeva da bambina in quel piccolo appartamento di rue Cluvier. Il padre André Jacob, quando aveva sposato la madre Yvonne, aveva subito chiesto alla moglie di abbandonare gli studi di chimica per dedicarsi alla famiglia. «È stato il suo grande rimpianto - aveva ammesso Simone - nostra madre non faceva che ripeterlo a noi tre sorelle: quando sarete grandi continuate a studiare, e trovatevi un bel lavoro».

Era di origini ebraiche, e per questo fu internata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau durante la Seconda guerra mondiale. Sopravvissuta, si impegnò in molte iniziative per commemorare i morti dell’Olocausto ed è tra i soci fondatori e Presidente onorario della Fondation pour la Mémoire de la Shoah, organizzazione non-profit che si occupa della promozione della memoria e degli studi sull’argomento.

Tra le campagne che le stavano più a cuore, quella per i diritti delle donne e l’emancipazione in tutti gli ambiti, da quello lavorativo a quello politico, fino a quello sanitario. Laureata in legge, Simone Veil inizia la carriera di magistrato che la porterà nel 1970 al ruolo di segretario generale del Consiglio superiore della magistratura. La passione per la politica, ha ricordato lei nella sua autobiografia Une vie, la contagia nel 1971 quando il premier Jacques Chirac la nomina al ministero della salute (prima donna in Francia a essere titolare di un dicastero). E Veil combatte qui la madre di tutte le sue battaglie: quella per la depenalizzazione dell'aborto.

Inoltre, Simone Veil fu anche una convinta europeista: dal 1979 al 1982 è stata la prima donna (e fino a oggi l’unica) a essere eletta alla presidenza del Parlamento europeo. "L'Unione dell'Europa mi ha riconciliato con il XX secolo", ha scritto nella sua biografia.

Simone Veil rappresentava l’ultima grande figura politica della sua generazione ed era un esempio di coraggio e rigore senza pari, di grazia e intelligenza.

Un sondaggio, nel 2014, l'ha nominata personalità femminile più stimata in Francia. Molti osservatori la ritenevano una candidata ideale alla presidenza della Repubblica. Lei li ha sempre smontati: "Sono troppo indipendente per un ruolo di quel tipo. Non mi sento la capacità di gestire un potere così grande". Un altro esempio del senso di misura e di responsabilità della donna, della politica, della storica che la Francia e il mondo ricorderanno sempre con amore.

Last modified on Lunedì, 03 Luglio 2017 06:47

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