Lunedì, 31 Maggio 2021 16:54

1996: Natale a Isiro

Da diversi giorni l’atmosfera è tesa: militari fuggiaschi arrivano a Isiro da Butembo e dove passano saccheggiano. Fino a questa mattina le autorità locali hanno cercato di sfamarli e disarmarli, ma il loro numero ha già superato le migliaia.

È Natale. Le messe del mattino, un po’ meno affollate del solito, erano ben animate; dopo un pranzo sobrio ci siamo concesse un momento di riposo, ma verso le 15 un vociare insolito che martella impetuoso alla porta mi fa sobbalzare: «I militari sono già dai comboniani e hanno preso veicoli e carburante». Un attimo di panico, poi subito all’opera: nascondiamo le ricetrasmittenti, mettiamo i documenti in tasca e allacciamo i sandali per correre meglio. Padre Fernando Zolli riesce a dare l’allarme via radio e ci dice di scappare. Ma dove? Ma come?

Gli spari ci disperdono: suor Sirlene Militão e io siamo ancora nel cortile quando entra una trentina di soldati. Sono giovanissimi, abbrutiti dalla fatica e dalla sconfitta. Sembrano drogati e gridano come bestie puntandoci il fucile sul petto: «Dollars!». Vogliono soldi e le quattro auto che sono nel cortile, ma le chiavi non ci sono. Disperatamente le cerchiamo, mentre i militari ci seguono con il fucile puntato. Hanno fretta: chi arriva prima prende il bottino migliore. Ma non manca qualche gesto di umanità; quando un soldato sembra intenzionato a farmi fuori, un altro gli comanda: «Tika!» (lasciala).
Intanto una sorella porta i dollari, un’altra le chiavi; spingiamo pure la Land Rover perché partano più in fretta. Suor Paola Vigolo ci raggiunge; cerchiamo di fuggire sul retro per scappare dalle mani dei soldati, ma la casa è tutta accerchiata da uomini imbestialiti che corrono sparando all’impazzata. Mi fermo col fiato in gola, la bocca secca, le gambe tremanti. Intanto arriva un altro camion di militari, ma non c’è più nulla da prendere.

Sopraggiungono le altre sorelle, ci calmiamo un po’ e sostiamo in cappella: pensiamo che sia bene restare unite. Con l’aiuto di padre Sergio Cailotto, tra un colpo e l’altro cerchiamo rifugio con la gente. Con alcune consorelle raggiungo di corsa una capanna; vi restiamo al buio per circa un’ora con altre persone congolesi, mentre dalla missione arrivano grida e spari. Poi un ragazzo ci invita a seguirlo perché i militari ci cercano: vogliono uccidere tutti i bianchi. Ci fidiamo, ma vorremmo che anche le altre cinque, forse ancora alla missione – Anna Maria Grimoldi, Paola Vigolo, Gabriella Faedo, Carmen Martínez e Rosa Alba Hernández –, venissero con noi. Il giovane assicura che a loro penserà dopo. Così inizia la fuga: le mamme ci avvolgono con stoffa locale per camuffare le nostre sembianze; una luna chiarissima mitiga l’oscurità e ci scorta fino a un posto più sicuro. I nostri accompagnatori tornano indietro per recuperare le altre, ma non le trovano. Dobbiamo partire senza di loro. È notte, io cammino come una cieca inciampando nell’erba alta. Suor Sirlene corre per non perdere le nostre guide e mi trascina. Gli spari riecheggiano in ogni angolo della foresta e ci accompagnano lungo il cammino: i militari sono dietro di noi. Le gambe tremano; non ho più fiato, inciampo in un giunco e cado sfinita. Sirlene insiste disperata, allora raccolgo tutte le energie e mi rialzo. Alla paura dei soldati si aggiunge quella del silenzio agghiacciante della foresta, interrotto da strani fruscii: a ogni rumore, un sussulto.

La nostra staffetta si è ridotta a un solo ragazzo. Prendiamo sentieri sconosciuti e finalmente avvistiamo un piccolo fuoco; sono loro, i nostri piccoli, cari protettori: i Pigmei! Attraverso cunicoli, cespugli e acquitrini ci conducono al rifugio. Che emozione incontrare novizi, padri e suore… ma cinque mancano all’appello. Nella capanna di bambù siamo una quindicina; di tanto in tanto si sente un sospiro e qualche frase, ma pare che tutto si sia fermato; solo il pensiero vola lontano.
Il 26 dicembre, nel tardo pomeriggio, anche le cinque sorelle che erano rimaste alla missione ci raggiungono: l’hanno scampata bella pure loro.

 

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Last modified on Lunedì, 31 Maggio 2021 17:03

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