Vi scrivo da Yambio, Sud Sudan.Sono originaria di Chiuduno (Bergamo) e dal 30 agosto 2019 lavoro in un centro che prepara studenti di ogni parte di questo Paese, reduce da una lunga guerra, a insegnare nella scuola primaria. Adesso anche qui, in uno degli angoli più remoti del mondo, si conosce Bergamo. Prima che il college chiudesse, ogni mattina una studentessa o uno studente si alzava in piedi nell’assemblea per affidare alla protezione di Dio le sorelle e i fratelli di Bergamo e tutta la popolazione italiana provata dall’epidemia del coronavirus. Una mattina avevo la prima ora (insegno matematica). Dopo l’appello, Meling alza la mano e chiede la parola. A nome ... leggi tutto
Dai campi profughi dell’Uganda, sono rientrata brevemente a Kajo Keji, in Sud Sudan, con altre due suore comboniane, due fratelli comboniani e quattro loro operai. Arrivati al confine tra Uganda e Sud Sudan, abbiamo trovato i soldati del governo: volti stanchi. Non c'era luce nei loro occhi, né un sorriso sulle loro labbra. Anche loro soffrono la guerra. È proprio vero che dalla guerra nessuno ci guadagna. In verità, ci guadagnano solo i produttori di armi, che le vendono ai Paesi più poveri, a volte scambiandole con beni preziosi come l’avorio. Lungo il cammino verso Lomin abbiamo notato molti negozi con le porte di metallo piegate o squarciate. In a... leggi tutto
Non c’è limite alla crudeltà della guerra! Le armi chimiche sono vietate, eppure le hanno usate anche il 5 aprile. E peraltro contro civili inermi. Anzi, contro bambini e bambine: trenta di loro hanno perso la vita in modo atroce, con una terribile fame d’aria. Ma l’arsenale chimico di Bashar al Assad non era stato smantellato nel 2014, con una delicata operazione costata decine di milioni di euro? Lo scorso febbraio Dacia Maraini, presentando a giovani e meno giovani di Verona, uomini e donne, il suo libro “La bambina e il sognatore”, affermava: «Se gli uomini praticassero di più l’amore materno ci sarebbero meno guerre!&raqu... leggi tutto
Per pochi giorni, con la visita di papa Francesco, l’interesse internazionale si concentrò sulla Repuppica Centrafricana e sulla sua brutale guerra civile, che imperversa dal 2013, e sulla speranza di pace della gente. Tutti i media ne parlarono; poi di nuovo il silenzio.La stessa Porta Santa veniva chiusa il 13 novembre 2016 dall’arcivescovo di Bangui, Dieudonné Nzapalainga. I media internazionali non c’erano, ma la popolazione sì, e anche un ostinato desiderio di pace.Che cos’è cambiato nel Paese in questo Anno Santo della Misericordia?Una spirale di vendetta lo attanaglia. A ottobre, con la conclusione dell’intervento della Francia... leggi tutto

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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