Venerdì, 29 Gennaio 2021 16:51

Alla scoperta della forza che c’è in noi

Noi, gruppo di 12 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia, dal 20 al 29 agosto 2020 abbiamo trascorso una settimana ospitati dalla Caritas diocesana di Bisceglie, un allegro Comune pugliese che ci ha accolti con tutto il calore e la tradizione del posto.

Dal trambusto all’incontro
In un mondo fatto di parole, di social, di immagini e propaganda urlata, forse abbiamo bisogno di vederci da vicino e di sporcarci le mani. Abbiamo bisogno di essere concreti. Lo desideriamo con tutto il nostro cuore, ma se c’è una cosa veramente ardua, è fare il primo passo, perché “fare” il primo passo racchiude un messaggio, una scelta, un desiderio di cammino. Ed è stato proprio il cammino la chiave di lettura di questo campo, il suggerimento detto a bassa voce ai nostri cuori. Il campo è stato un susseguirsi di volti di persone, di incontri con vite segnate da eventi ed esperienze diverse, tutte intrecciate da un filo rosso di concretezza. Con l’accompagnamento della Parola, abbiamo deciso di uscire dal nostro trambusto quotidiano e sostare, per immergerci in tante testimonianze di vita.

Esperienze concrete
Abbiamo toccato con mano il servizio a fianco dei volontari della Caritas, che ogni giorno donano il loro tempo per servire il cibo e preparare i vestiti a chi bussa alla loro porta.
Abbiamo ascoltato chi ha sperimentato e sperimenta tuttora la reclusione, e ha voluto condividere, senza filtri, il suo punto di vista su cosa voglia dire essere privati della libertà. Facendo trasparire tutta la sua umanità e le contraddizioni, ci ha confidato in che modo questo può cambiare le persone.

Abbiamo visto, con le parole degli operatori dello Sprar, le difficoltà che si incontrano quando la voglia di accogliere si scontra con una realtà fatta di burocrazia, leggi controverse e associazioni malavitose, che sfruttano le situazioni di emergenza a proprio tornaconto. Tuttavia, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, la solidarietà sembra ancora avere un potere più dirompente.
Abbiamo sentito la forza della “lotta pacifica” di Pax Christi, movimento cattolico che combatte per il cambiamento su tantissimi fronti e invita a dire no a tutte quelle realtà che, inneggiando alla guerra e allo scontro, vanno contro la giustizia e contro la dignità umana.
Abbiamo assaporato il gusto di camminare di notte, guidati dalle stelle, per raggiungere la parrocchia di don Tonino Bello a Molfetta e odorare quel profumo intenso di vita dedicata agli ultimi che traspare tuttora dai racconti commossi di chi lo ha conosciuto.

Ben oltre i nostri “sensi”
Durante questo breve viaggio abbiamo utilizzato a fondo i nostri sensi. Ma qualcosa di più è rimasto, difficile da spiegare. Potremmo definirlo una crescente consapevolezza. Consapevolezza di essere in cammino per un progetto più grande a cui apparteniamo, che ci chiama a dare il nostro contributo, a dire “sì”, a scegliere di fare il pri-mo passo in cerca del “senso”. Il percorso è lungo tutta la vita ed è costellato di situazioni difficili all’interno della nostra quotidianità, fatta di insicurezze che portiamo dentro di noi, di paure e di fallimenti, ma anche di sogni, grandi speranze e affetti.

Questa bellissima esperienza ci ha insegnato che in ciascuno di noi c’è la forza per cambiare la realtà, partendo da quella che viviamo nel nostro piccolo. Le persone che abbiamo incontrato sono state per noi un esempio. È giunto ora il momento di alzarci ed esclamare con don Tonino Bello: «In piedi, operatori di pace!».

Un ringraziamento speciale va a suor Kathia e suor Patrizia, nostre compagne in questa esperienza di vita: con grande impegno hanno organizzato il campo e le catechesi personali, e, soprattutto, tenendoci per mano hanno ascoltato i nostri pensieri.

I missionari e le missionarie non solo viaggiano, ma fanno anche “viaggiare” le persone attorno a loro!

Last modified on Venerdì, 29 Gennaio 2021 16:56

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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