Lunedì, 03 Febbraio 2020 20:15

Superare la “schiavitù” dentro di noi, nella società e nella Chiesa

Sono Valeria e ho quasi 25 anni. Ho iniziato il Gim a Padova nel 2015 e l’ho concluso nel giugno 2019. Domenica 27 ottobre ho partecipato a Missio Meeting Giovani 2019, organizzato nel seminario minore di Rubano (Pd) dal Centro missionario diocesano e altre realtà missionarie. Eravamo quasi 200: la mattina abbiamo ascoltato tre testimonianze, il pomeriggio abbiamo partecipato ai laboratori (consapevolezza ambientale, danza e musica afro, arte migrante…) e infine abbiamo concluso con la messa.

Testimonianze forti
Ciò che più mi ha colpito sono state le testimonianze: John Mpaliza, italo-congolese che guida marce di sensibilizzazione contro il genocidio in atto nel suo Paese a causa dei minerali utilizzati nei telefoni cellulari e in altre tecnologie; Nicolò Govoni, fondatore di Still I Rise, che denuncia la situazione disumana dei migranti a Samos (Grecia) e gestisce una scuola per bambini e bambine migranti; Gabriella Bottani, suora missionaria comboniana, coordinatrice di Talitha Kum,* la rete internazionale dell’Unione Internazionale superiore generali (Uisg) nata 10 anni fa per contrastare la tratta di esseri umani.
Il 26 settembre, papa Francesco ha detto alle 86 delegate e a suor Gabriella: «Siete di esempio per noi vescovi e sacerdoti». La rete delle religiose, infatti, ha coinvolto negli anni anche istituti religiosi maschili, persone laiche e sacerdoti diocesani. Una collaborazione essenziale per contrastare la rete dei trafficanti, che sono molto più connessi fra loro di coloro che operano per il bene.

Quanto vale una vita?
Suor Gabriella ha invitato a superare la frammentazione fra chi appartiene a un certo istituto religioso o a una particolare associazione. Io aggiungo che, per contrastare efficacemente un fenomeno terribilmente diffuso come la tratta, è necessario superare anche i pregiudizi ideologici fra religioni diverse e fra credenti e non credenti.
Suor Gabriella ha vissuto per anni in Brasile e là ha maturato il desiderio di restituire valore a ciò che viene scartato: alla persona umana ridotta a oggetto di violenza estrema. «Quanto vale la vostra vita? – ci ha chiesto –. Quella delle bambine vendute per lo sfruttamento sessuale e lavorativo è valutata poche decine di dollari». E ha raccontato l’esperienza di una ragazza che, dopo essere stata liberata dalla prostituzione forzata e aver fatto ritorno alla propria comunità, continua a essere vista dagli uomini come “carne fresca” di cui abusare ancora.

Continua...

Last modified on Lunedì, 03 Febbraio 2020 20:19

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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