Venerdì, 29 Maggio 2020 16:02

Ospiti alla stessa mensa

È possibile per un membro di una Chiesa condividere l’Eucarestia/Santa Cena di un’altra Chiesa?
Quello dell’ospitalità eucaristica è un tema molto dibattuto in ambito ecumenico. Mentre permane il divieto dei magisteri cattolico e ortodosso, si registrano aperture in alcune Chiese evangeliche e in certa elaborazione teologica cattolica.
Con il suo Gruppo teologico, il Sae ha affrontato il tema nel documento del 2008 Eucaristia e accoglienza reciproca.
Presentiamo gli interventi di tre membri del Gruppo teologico: la dichiarazione congiunta La Cena del Signore, di Paolo Ricca e Giovanni Cereti, e l’esposizione della dottrina dell’Ortodossia da parte di Dionysios Papavasilieou.
Diamo spazio anche a esperienze di ospitalità eucaristica e alla presentazione del libretto Vivere insieme la cena del Signore, che coinvolgono nella discussione diversi gruppi locali del Sae

La Cena del Signore

Noi, cristiani di appartenenze, provenienze ed esperienze ecclesiali diverse, tutti in cammino verso il Regno di Dio che in Gesù Cristo si è avvicinato all’umanità e a noi, convinti che l’unità della Chiesa è da un lato un dono del Signore che dobbiamo ricevere e un suo comandamento a cui dobbiamo ubbidire, e dall’altro è un segno importante di unione che i cristiani devono offrire in un mondo tanto diviso; avendo constatato attraverso incontri, dialoghi e preghiere comuni di condividere l’essenziale nella fede riguardo alla Cena del Signore – da alcuni definita Eucaristia e da altri Santa Cena – e cioè che:

• il Signore è presente nella Cena, che è Lui a presiederla in ogni chiesa e che noi tutti, che facciamo parte del suo popolo, siamo suoi ospiti, essendo Gesù che ci accoglie alla sua mensa in quanto la Cena è “del Signore” e non delle Chiese, la comunione che Egli ci dona è unicamente quella del pane, «suo corpo», del vino, «suo sangue», della sua santa Parola e della sua Presenza;

• né Gesù né gli apostoli hanno spiegato il significato esatto da dare alle sue parole durante la Cena né hanno chiarito il modo della presenza di Cristo Risorto;

• le diverse dottrine che nei secoli passati e ancora oggi hanno cercato di interpretare i gesti, le parole e la presenza stessa di Gesù nella Cena hanno tutte un loro significato e valore ma non sono costitutive della Cena;

• la Cena rappresenta anche un momento di unione fra i cristiani e non può perciò essere occasione di divisione;

• ogni celebrazione della Cena avviene nell’attesa della venuta di Gesù sulla terra, che invochiamo con l’antica preghiera cristiana «Maranà tha», «Signore nostro, vieni!»;

sulla base di questo consenso liberamente e fraternamente raggiunto riteniamo che sia possibile ad ogni persona cristiana battezzata, in obbedienza alla propria coscienza e rimanendo in piena solidarietà con la propria Chiesa, essere accolta come gradito ospite in ogni mensa cristiana in cui si celebri la Cena del Signore.


Paolo Ricca, pastore e teologo valdese
Giovanni Cereti, prete e teologo cattolico

Last modified on Venerdì, 29 Maggio 2020 16:47

CHI SIAMO

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