Il fatto di non lavorare e di non cercare un lavoro, quindi di essere, in termini tecnici, “inattive”, può essere una scelta, ma per molte donne può anche essere una condizione senza alternative. Tratti emergentiAlcuni degli aspetti più evidenti che condizionano i percorsi lavorativi delle donne straniere in Italia sono il peso della cura dei familiari, in particolare di marito e figli, il titolo di studio e l’età.Questo è quanto emerge dal IX Rapporto annuale sugli stranieri nel mercato del lavoro in Italia redatto dal ministero del Lavoro: la condizione di madre con figli è fortemente connessa con l’inattività. 3 su ... leggi tutto
Nel 1975 lo Zambia era ancora in prevalenza un Paese agricolo. Nella capitale, Lusaka, la gente arrivava in massa dai villaggi sperando di trovare un lavoro meno gravoso e fare fortuna. Dal punto di vista economico, erano anni difficili. Prima di tutto, l’educazioneIn questo contesto matura l’iniziativa della Chiesa che, attraverso vari istituti religiosi, cerca di sostenere in città la fede che la gente aveva ricevuto nelle rispettive zone rurali. Noi comboniane abbiamo dato priorità all’istruzione, specialmente delle donne e delle ragazze: l’80% di loro non sapeva leggere né scrivere. Le Chiese cristiane erano punti di aggregazione, sia umana s... leggi tutto
Allarme inascoltatoA parte l’impegno delle organizzazioni ambientaliste, sono stati fatti soltanto pochi passi avanti che, purtroppo, sono ben lungi dall’essere risolutivi.In diversi settori sono state progressivamente introdotte tecnologie con impatti ambientali più limitati, ma il loro utilizzo smodato ha fatto in modo che, nonostante i progressi, l’impatto sulle risorse del Pianeta sia comunque in crescita. Il Global Footprint Network stima che nel 2019 abbiamo utilizzato le risorse di 1,75 pianeti.Questo sfruttamento non è suddiviso in modo eguale: sono le popolazioni occidentali e, negli ultimi anni, quelle delle economie emergenti a inquinare in misura p... leggi tutto
Dottoressa Giammarinaro, nel suo decennale impegno contro la tratta quale evoluzione ha notato nelle strategie adottate dalle organizzazioni internazionali che lucrano su questo crimine?La principale evoluzione che ho notato è quella da forme di violenza estreme a tattiche ingannevoli che tentano di carpire la buona fede delle persone, spesso indotte a credere che la soluzione loro prospettata sia l’unica possibile. È una tattica molto insidiosa, perché tende a carpire il consenso a coloro che cadono vittime dei trafficanti. Ma è un consenso ottenuto abusando della vulnerabilità della persona, e la persona migrante è vulnerabile. È un&rs... leggi tutto
Il Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, non vincolante e pertanto non lesivo della sovranità degli Stati, è il risultato di un processo di consultazione trasparente e aperto con le varie parti interessate, inclusi rappresentanti della società civile e delle comunità della diaspora, degli stessi migranti, del settore privato, del mondo accademico, dei media, dei sindacati e dei parlamentari. Compromesso al rialzoNegoziato in un clima politico particolarmente difficile, caratterizzato da crescente xenofobia e nazionalismo, il Patto rappresenta il miglior compromesso possibile tra gli Stati dell’Onu. A partire dal rispetto dei diritti ... leggi tutto
Chi inneggia alla chiusura delle frontiere quali motivazioni adduce? E chi si appella alla libera circolazione dei popoli a quali princìpi attinge?Donatella Di Cesare* ha cercato risposta a partire dallo Stato-nazione, ritenuto fenomeno naturale e scontato. In realtà è anch’esso un fenomeno storico: in Europa le nazioni di oggi, con l’eccezione del Belgio, hanno preso forma dopo la pace di Vestfalia, che nel 1648 pose fine alla Guerra dei Trent’anni, mentre Germania e Italia sono emerse soltanto alla fine dell’Ottocento. Nazioni, globalizzazione e sovranismoIl mondo della globalizzazione è complesso e difficile da interpretare, ma un suo e... leggi tutto
A Malta l’Italia c’era. A far sentire la sua voce nelle vesti dell’attuale ministro Luciana Lamorgese.Già questa potrebbe sembrare una piccola vittoria? In realtà per cantare di gioia servirebbe riflettere se si siano raggiunte delle decisioni concrete: sarà un risultato importante, o solo una fragile intesa? Non è ancora noto il testo ufficiale dell’accordo – che sarà discusso con gli altri ministri dell’Interno dei Paesi dell’Unione europea il 7 e l’8 ottobre in Lussemburgo. Tuttavia alcune riflessioni già sorgono spontanee: • La ripartizione dei migranti riguarderà solo quelli salvati i... leggi tutto
L’approfondimento è stato soprattutto di tipo qualitativo e svolto in particolare tramite focus group ed altri strumenti. Minori stranieriA inizio 2018, i minori con genitori stranieri erano poco più di un milione (1.041.177). Inoltre, tra il 1993 e il 2014 sono nati da genitori stranieri quasi 971.000 bambini. Va segnalato però che il numero di bambini stranieri nati in Italia è in calo da qualche anno e nel 2017 sono stati poco meno di 68.000.Di seguito vediamo due aspetti di particolare interesse affrontati nello studio dell’Agia: l’orientamento scolastico per la scelta dell’indirizzo di studi e la condizione femminile. La formazioneLa... leggi tutto
Egregio signor presidente della Repubblica Sergio Mattarella,Egregio signor presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, siamo sorelle di alcuni monasteri di clarisse e carmelitane scalze, accomunate dall’unico desiderio di esprimere preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione. Non ci è stato possibile contattare tutte le fraternità monastiche esistenti sul territorio nazionale, ma sappiamo di essere in comunione con quante di loro condividono le stesse nostre preoccupazioni e il nostro stesso desiderio ... leggi tutto
«Dispiace a tutti, ma è colpa nostra? Sapeva cosa rischiava. Se stava a casa sua sarebbe stata ancora viva!!! Dovete farci sentire responsabili delle libere scelte e rischi di qualcuno che non gli sta bene [sic] come e dove è nato?» La storia di Josefa, salvata dal naufragio lo scorso anno e ripresa dall’editoriale Combonifem, ha raccolto uno sfogo inatteso: «… è colpa nostra? Dovete farci sentire responsabili…?». L’intento dell’editoriale, in realtà, non è “colpevolizzare” bensì “responsabilizzare”, ovvero renderci tutti e tutte capaci di risposte adeguate per affronta... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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