Si chiamava Moussa Ba. Era Senegalese. Aveva 28 anni. E’ morto, arso vivo nell’incendio scoppiato la notte del 15 Febbraio nella baraccopoli di San Ferdinando in Calabria. È la terza vittima in un anno in questa zona di braccianti. Il “ghetto” di San Ferdinando non è degno di un paese civile, non è degno delle persone che sono costrette ad abitarlo!La Conferenza Instituti Missionari Italiani (CIMI) esprime cordoglio ai famigliari della vittima, chiede che prontamente sia fatta luce sulle circostanze che hanno portato al rogo e alla morte di Moussa Ba. Moussa Ba e tanti altri sono oggi i nuovi schiavi invisibili nelle campagne insieme ai contadi... leggi tutto
“Il futuro dell'Europa riparte dai sindaci”: per questo Open Arms ha chiamato a raccolta proprio “i sindaci e le sindache,per salvare l’Europa da se stessa”. E lo ha fatto con la proposta di un “manifesto condiviso di città solidali che riaffermi una volta per sempre i valori democratici e il rispetto dei diritti umani in Europa”. La presentazione è avvenuta la scorsa settimana a Roma, nel corso di una riunione informale tra realtà municipali spagnole e italiane: Barcellona, Madrid, Zaragoza, Valencia, Napoli, Palermo, Siracusa, Milano, Latina, Bologna. Il Manifesto si articola in sette punti: 1. Il Mar Mediterraneo è sta... leggi tutto
Maddalena Grechi ha la gioia negli occhi mentre ricorda quel giorno freddo in cui decise di ospitare Bass a casa sua; lui, 21 anni, frequentava il corso di italiano per stranieri dove Maddalena prestava servizio. Bass aveva la febbre da una settimana e, trovandosi in situazione di precarietà abitativa, doveva trascorrere la giornata su una panchina. Da allora son passati quasi due anni e Ali è sorta un anno fa, come iniziativa dal basso, informale, per rendere accessibili esperienze di accoglienza a chi desiderasse mettersi in gioco senza avere conoscenze o strumenti per costruire relazioni con migranti in situazioni particolari.L’accoglienza è “libera&rdquo... leggi tutto
Touroperator parla del viaggio dei migranti che attraversano il mare, passano dal vecchio al nuovo mondo a prezzo di sofferenze non immaginabili dalle nostre tiepide case, e spesso naufragano e vanno a picco. Touroperator è una mostra di arte contemporanea realizzata a partire dai relitti delle barche e dei barconi sui cui viaggiavano i migranti. «Ho realizzato la mostra con il legno degli scafi dei migranti recuperato a Lampedusa», mi scrive il suo autore, Massimo Sansavini, scultore abituato a pensare che l’arte debba avere anche una funzione sociale. «Questo lavoro nasce da un percorso di ricerca iniziato nel 2013 e concretizzatosi nel nel 2015 quando il Tr... leggi tutto
Innanzitutto vi è una questione a margine, che però va affrontata, e cioè quella della definizione della migrazione come problema. A mio avviso la migrazione è piuttosto un fenomeno, che ha risvolti sia positivi sia negativi, come ogni fenomeno sociale.I fenomeni presentati come “problemi” assumono tratti decisamente negativi, per i quali si cercano “soluzioni”. Le migrazioni non hanno bisogno di soluzioni, piuttosto implicano l’adozione di politiche per governare il fenomeno.In secondo luogo, gli aiuti allo sviluppo da parte degli Stati nazionali sono un intervento molto contenuto e che presenta delle criticità crescenti in te... leggi tutto
22 gennaio 2019, ore 15.30: ricevo un messaggio allarmante. Lo inoltra una cara amica che vive vicino a Castelnuovo di Porto. È scritto da un’impiegata di quel Comune, che lo divulga rapidamente sui social. Cerco verifica. Chiamo un’operatrice della Caritas locale, che conferma il contenuto del messaggio: «Martedì 22.01.2019. il Ministero dell'Interno manderà l'esercito a sgomberare il centro rifugiati che si trova nel Comune dove lavoro. Verranno portate via 320 persone. … Non c'è stata nessuna comunicazione. Il tutto è stato organizzato in 24 ore. Sappiamo solo che i ragazzi verranno dislocati in altre Regioni, ma non sappiamo d... leggi tutto
Dal 19 gennaio 2019 infuriano le polemiche sull’ennesimo naufragio nel Mediterraneo: davanti alla Libia ha rapito la vita a 117 persone. Altre 52 vittime sono state segnalate lo stesso giorno fra Marocco e Spagna. Il Mar Mediterraneo, insieme alle tante altre rotte delle migrazioni irregolari, custodisce molti più resti mortali di quelli ufficialmente registrati: sono tutte vittime,  spesso anonime, di un traffico umano che lucra sulla disperazione di milioni di  persone. Di chi è la colpa? Dei trafficanti di esseri umani, dell’inefficienza della guardia costiera libica, ben foraggiata da oltre 40 milioni di fondi europei e italiani, o è colpa de... leggi tutto
Alla cascina Casottello lo scorso 18 novembre c’è stata una sua sfilata. A indossare i capi, non erano solo modelle professioniste, ma anche persone comuni e alcune donne arrivate da poco in Italia, tratte in salvo dai barconi. «Volevo persone normali perché i miei abiti sono pensati per persone normali. Volevo donne migranti o richiedenti asilo, per dare loro un’opportunità e un incoraggiamento e dimostrare che un migrante, a certe condizioni, può dare un contributo utile a tutti i settori della società». Del trucco e del parrucco della sfilata si è occupato la OLmac Cosmetics, che ha da poco lanciato la linea BPride, che vuo... leggi tutto
È la prima volta che tante persone, tutte insieme, si mettono in cammino dai Paesi dell’America Centrale per raggiungere gli Usa. In Europa lo aveva fatto nel 2015 la popolazione siriana in fuga dalla guerra. Un esodo di tali dimensioni rivela che ci sono cause strutturali che obbligano la gente a migrare, e allora non è umano chiudere le frontiere e non affrontare le cause.La gente della carovana centroamericana cammina in mezzo a rischi e pericoli, ma sarebbe stato peggio rimanere a casa. A Città del Messico il 4 novembre erano a migliaia: sono rimasti per quasi una settimana nello stadio “Magdalena Mixhuca”, poi hanno proseguito verso nord. Il 25 no... leggi tutto
Io appartengo ai Kitu Kara, uno dei 18 popoli e 14 nazioni che esistono in Ecuador da molto prima dell’arrivo degli spagnoli: un popolo millenario, con insediamenti umani diffusi su una vasta zona, con centro a Quito. Noi indigeni non pensiamo come individui, esistiamo insieme e rivendichiamo il diritto “ad avere radici” e “a parlare con la nostra voce”. Per questo nell’Ecuador è sorta Miredes – Internacional, una rete di migranti, rifugiati e sfollati che parla con la propria voce.Per il mio popolo i ritmi della natura sono importanti; per questo molti di noi indigeni ci opponiamo da sempre allo sfruttamento rapace della natura. Io, insieme a... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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