Vi scrivo da Yambio, Sud Sudan.Sono originaria di Chiuduno (Bergamo) e dal 30 agosto 2019 lavoro in un centro che prepara studenti di ogni parte di questo Paese, reduce da una lunga guerra, a insegnare nella scuola primaria. Adesso anche qui, in uno degli angoli più remoti del mondo, si conosce Bergamo. Prima che il college chiudesse, ogni mattina una studentessa o uno studente si alzava in piedi nell’assemblea per affidare alla protezione di Dio le sorelle e i fratelli di Bergamo e tutta la popolazione italiana provata dall’epidemia del coronavirus. Una mattina avevo la prima ora (insegno matematica). Dopo l’appello, Meling alza la mano e chiede la parola. A nome ... leggi tutto
Non sono stati pochi i cessate il fuoco e gli accordi di pace sottoscritti tra le fazioni avverse in Sud Sudan, dove la guerra civile è scoppiata dopo soli due anni di indipendenza nazionale. Ieri, a Roma presso la Comunità di Sant’Egidio, è stata annunciato in conferenza stampa che è stata siglata una nuova Dichiarazione sul processo di pace in Sud Sudan. Un testo breve, che si concentra su tre punti: l’entrata in vigore della cessazione delle ostilità dalla mezzanotte del 15 gennaio; l’impegno a continuare il dialogo, al fine di raggiungere una «pace inclusiva e sostenibile», sotto gli auspici di Sant’Egidio e in consul... leggi tutto
Sono arrivata a Wau nel 1955: avevo 26 anni. Fino a Khartoum ho viaggiato con l’aereo di linea inglese, poi con un piccolo aereo a elica. A Wau siamo atterrati su un prato d’erba. Sono stata la prima comboniana a viaggiare in aereo, perché all’ospedale era urgente sostituire il personale inglese che stava lasciando il Sudan. Noi suore eravamo tre: due infermiere, Albertina Modenese e io, e un’ostetrica, Emanuella Castagna. Tre volte al giorno, con il casco in testa, si andava e tornava in bicicletta coprendo una distanza di circa due chilometri. A quel tempo i reparti comprendevano: maternità, chirurgia, medicina, pediatria. Un reparto era riservato ai ... leggi tutto
Il Sud Sudan è tuttora dilaniato da una guerra civile che si trascina da oltre mezzo secolo. Queste pagine non osano svelare gli intricati retroscena di tanta sofferenza, subita e inferta. Svelano semplicemente incontri fugaci e relazioni intense, vissute e raccontate con grande umiltà. È un modesto tributo a quelle donne che, senza atteggiarsi a eroine, hanno assunto su di sé il desiderio di riscatto di tante e tanti giovani che nel Sudan meridionale hanno avuto la sorte di nascere. 1919: le prime donne europeeLe cinque comboniane che inaugurarono la comunità di Wau furono Rosa Facci, Valentina Cederle, Clelia Donà, Brigida Carrettoni e Rosilde Gia... leggi tutto
La scorsa settimana in Vaticano si è svolto un “ritiro spirituale” molto particolare: acerrimi nemici, che dal 15 dicembre 2013 con la loro rivalità hanno distrutto la neonata Repubblica del Sud Sudan, hanno sostato insieme, non per trattare spartizioni di potere ma per vivere la riconciliazione. Due giorni dedicati alla loro “fede cristiana”, professata a parole ma sconfessata nei fatti; un tempo di introspezione e preghiera, per avviare un percorso di guarigione interiore e di conversione. Il “ritiro spirituale” di Salva Kiir Mayardit, Riek Machar Teny, Taban Deng e Rebecca Nyandeng ha inteso alimentare una “trasformazione personale... leggi tutto
È una triste realtà che nelle situazioni in cui scoppia un conflitto armato, sono i membri più vulnerabili delle società: le ragazze, i bambini, che vengono più colpiti dalle conseguenze della guerra. Le sei violazioni più comuni sono il reclutamento e l'uso di bambini in guerra, uccisioni, violenze sessuali, rapimenti, attacchi a scuole e ospedali e la negazione dell'accesso umanitario. Il 19 agosto 1982, stimolata dalle emergenze in Palestina, l'Assemblea Generale decise di commemorare il 4 giugno di ogni anno come Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime dell'aggressione. Spesso le violenze e i soprusi causati dalla guerra non pesan... leggi tutto
Siamo in Sud Sudan, dove il conflitto e la mancanza di sicurezza hanno costretto alla fuga 1 cittadino su 3. All’interno del Paese, 7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria. Ad inizio mese, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha lanciato un appello per lo stanziamento di 1,5 miliardi di dollari per sostenere i rifugiati in fuga e di 1,7 miliardi di dollari per le persone in difficoltà che si troveranno all’interno del Paese nel 2018. Secondo l’Unhcr, infatti, il numero dei rifugiati dovrebbe superare quota 3 milioni entro la fine di quest’anno. «Il costo umano del conflitto in Sud Sudan ha raggiunto pro... leggi tutto
Con le sue notizie regolari, quanto più imparziali possibile, Crn cerca di far capire cosa succede nel Paese e contrastare una propaganda velenosa. A differenza di altri mezzi, ha il grande vantaggio di trasmettere dal territorio, nelle lingue parlate dalla gente e di favorirne una reale partecipazione. Fra continuità e cambiamentoDalla fine del 2013 la programmazione ha subito molti cambiamenti, sebbene la promozione delle comunità resti al centro. Priorità è data a programmi che possano favorire il processo di pace, attraverso educazione civica e momenti di scambio e confronto tra gruppi diversi. Ampio spazio è anche dedicato a informazioni di uti... leggi tutto
«Come avete fatto?», chiede con stupore Carol Morgan, responsabile di Bbc World Service Trust in Sudan. Nell’ottobre 2009 il Sud è una regione traballante, senza regole e senza strutture, quotidianamente in bilico sul baratro di una guerra che cova; la regione dei pozzi di petrolio e quella di confine con il Nord Sudan sono spesso in subbuglio. Le prime elezioni democratiche sono previste per aprile 2010 e Crn cerca di preparare la popolazione, soprattutto quella stragrande maggioranza analfabeta, più donne che uomini, che mai nella loro vita avevano visto una scheda elettorale. È un evento molto importante, in vista del tanto atteso referendum per l&rs... leggi tutto
Febbraio 2007. Dopo il lancio a Juba, sede dell’allora governo autonomo del Sud Sudan, di Radio Bakhita, la prima stazione di Crn, il progetto si concentra sull’apertura di altre sette emittenti. Sono previste nelle principali città del Sud Sudan e sui Monti Nuba, geograficamente parte del Sudan. Dal 2006 mi ero dedicata a visite di sopralluogo: a Torit e Yei con suor Graça Almeida e a Wau con suor Cecilia Sierra. Preziosa l’assistenza di altre persone, fra cui meritano particolare menzione Bruno Ghisellini e Marco Camozzi, i due tecnici disposti a lavorare in quel Paese fantasma. La Conferenza episcopale cattolica ottenne senza difficoltà tutte le li... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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