I primi umani a insediarsi in queste terre sconfinate sarebbero arrivati circa tredici millenni prima dell’era cristiana dall’Asia attraverso lo stretto di Bering. Nel Cinquecento, all’arrivo dei portoghesi, la terra che loro chiamano Santa Cruz è già abitata da una molteplicità di etnie, fra cui Tupis, Guaraní, Tamoios, Caiapós… Circa 6 milioni di persone, progressivamente sterminate o ridotte in schiavitù dall’alleanza fra monarchia e Chiesa. Per sopravvivere fuggono nella densa foresta equatoriale; chi rimane a contatto dei portoghesi viene forzatamente assimilato: nomi, lingua e rituali indigeni sono severamente vie... leggi tutto
New Kanyama, a circa due chilometri dal centro di Lusaka, accoglieva immigrati da ogni parte dello Zambia.La nostra casetta, molto semplice, si trovava nel recinto della chiesa. Il parroco era polacco, reduce da un campo di prigionia durante la repressione comunista, ma non viveva lì. Il giorno del nostro ingresso ufficiale, la comunità cristiana ha preparato una festa nel cortile della chiesa. Ci hanno fatto sedere al posto di onore e ogni gruppo della parrocchia, guidato da laici, si presentava e ci portava un regalo.I primi tempi eravamo davvero molto povere. Un giorno siamo rimaste senza olio per cucinare. La sera, una donna anziana, Veronica, arriva con un cesto di patate... leggi tutto
Era il 1974: in Mozambico imperversava la guerra d’indipendenza e in Uganda la violenza di Idi Amin Dada. In entrambi i Paesi le tensioni facevano presagire possibili espulsioni di massa degli stranieri, missionarie e missionari compresi.Federica Bettari, allora madre generale delle comboniane, viene invitata dai vescovi dello Zambia; nel viaggio l’accompagna Barbara Mac Dermott, una delle sue consigliere. In baraccopoliL’arcivescovo di Lusaka, Emmanuel Milingo, prospetta loro tre bisogni cui dare risposta, e la scelta privilegia un nuovo quartiere di Lusaka, stipato di gente affluita in modo caotico dalle zone rurali: la baraccopoli di New Kanyama. Vi si concentrano quasi... leggi tutto
Si parte!Il 26 luglio inizia la nostra avventura in terra africana con l’atterraggio a Lusaka. La fila alla dogana non è lunga ma i tempi non solo quelli occidentali: finalmente, dopo quasi due ore, un ufficiale aeroportuale timbra i nostri passaporti e nella quasi inesistente “area arrivi” riconosciamo suor Carmen Rosa Taira Oshiro, detta Kasumi, la coordinatrice delle Suore missionarie comboniane in Zambia. Kasumi è una forza della natura, sempre pronta ad aiutare il prossimo. Il suo viso sorridente trasmette pace, allegria, gioia e serenità. Con lei raggiungiamo il sobborgo di Makeni, dove incontriamo suor Paola Ghlira, originaria della Val Badia, e ... leggi tutto
Mi chiamo Margherita, ho 22 anni e sono laureata in Scienze politiche. Per puro caso nel 2017 ho incrociato il Gim di Venegono e da lì non me ne sono più andata. Ho incontrato testimoni di vita vera e i miei nuovi amici sono diventati famiglia.La mia grande avventura comincia proprio a marzo scorso, tre giorni dopo la laurea: Milano – Istanbul – Entebbe – Bunia e poi la destinazione finale, Mungbere, villaggio nella Repubblica democratica del Congo. Ho sempre sognato di scoprire quel mondo che sembrava così distante e Mungbere, finalmente, mi aspettava proprio nel bel mezzo della foresta. Cronache di viaggioDopo due voli internazionali e poche ore di s... leggi tutto
Tutto è iniziato con un invito ad Aden, 1950. Tre anni dopo, un altro invito: per il Bahrein. Entrambi erano protettorati britannici, divenuti indipendenti rispettivamente nel 1963 e nel 1971.Nel 1968 siamo state chiamate a Dubai, e nel 2002 a Fujayrah.Scuole confessionali, apertamente cristiane, in un mondo assolutamente musulmano sono di per sé un indice del livello di tolleranza, seppur non di spassionata accettazione delle stesse, di questi Paesi. La nostra presenza è stata apprezzata per la qualità dell’insegnamento, comprovata da ottimi risultati a livello internazionale. Tanti ministri del governo di Aden, Bahrein e Dubai sono stati nostri alunni. Va... leggi tutto
Non si sa se madre Carla Troenzi, quando nel 1939 comprò la piccola casa sul Monte Sion, avesse presente l’esortazione di Daniele Comboni a essere «donne del Vangelo». Quello che è certo è che lei, a rogito avvenuto, si esprimeva così: «A Gerusalemme ho pure visitato la casa acquistata e tanto io che l’assistente, mia compagna di viaggio, siamo rimaste soddisfatte […] vi è la delegazione apostolica, la chiesa della Dormizione e il Cenacolo con Cenacolino vicini. L’ambiente è pure tranquillo e concilia il raccoglimento, atto quindi per i ritiri annuali e pel riposo. Il contratto è chiuso».La picc... leggi tutto
Israele Dopo la Seconda guerra mondiale, la Gran Bretagna rinuncia al suo mandato sulla Palestina, che gli ebrei dispersi nel mondo reclamano come terra propria. Il 15 maggio1948 nasce lo Stato di Israele, ma la suddivisione fra territori arabi e israeliani rimane irrisolta. Ne derivano tensioni e scontri che sfociano in una scia di guerre: la “questione palestinese” diventa una drammatica voragine per tutta la regione. Quasi mezzo milione di palestinesi lasciano il Paese; la maggioranza trova rifugio in Libano, Giordania ed Egitto.Il 13 settembre 1993 viene firmato negli Usa uno storico accordo di pace fra il presidente israeliano Isaac Rabin e Yasser Arafat, capo dell’Or... leggi tutto
Mi chiamo Giulia e vivo a Verona.Ho conosciuto le Missionarie comboniane per caso: era il 2016, e i miei genitori avevano offerto collaborazione saltuaria per accompagnare l’inserimento di tre giovani profughe ospitate dalle suore.Da allora mi sono coinvolta di più. Dopo la laurea magistrale in Scienze della formazione primaria, nel 2018 sono partita con il programma Erasmus post-laurea dell’Università di Padova per insegnare in una scuola primaria in Portogallo, a Lisbona. Lì sono stata accolta come una sorella dalle Missionarie comboniane. Da marzo a luglio ho trascorso mesi davvero belli, in particolare con suor Mary Carmen, a Fetais, una periferia molto p... leggi tutto
Era il 1919: al termine di un tremendo conflitto mondiale, che egli stesso definì «inutile strage», il papa di allora, Benedetto XV, avvertì la necessità di riqualificare evangelicamente la missione nel mondo, perché fosse purificata da qualsiasi incrostazione coloniale e si tenesse lontana da quelle mire nazionalistiche ed espansionistiche che tanti disastri avevano causato. «La Chiesa di Dio è universale, per nulla straniera presso nessun popolo», scrisse, esortando anche a rifiutare qualsiasi forma di interesse, perché solo l’annuncio e la carità del Signore Gesù, diffusi con la santità della vita... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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